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Acireale: nella guerra dei decibel, primo round ai ristoratori

La Guerra dei decibel ad Acireale è cominciata venerdì scorso, quando i gestori di un noto locale di via Genuardi, stufi delle continue denunce presentate dai residenti del vicinato per violazione dei limiti sulle emissioni acustiche, hanno polemicamente inscenato il “Funerale della Musica”, dando vita a un vero e proprio corteo funebre con tanto di chitarra portata dentro una bara fino in piazza Duomo, e ritorno. E con tanto di band che ha allietato la serata suonando polemicamente piatti di plastica e bicchieri di carta.

E’ l’eterno scontro che vede da un lato il diritto al riposo dei residenti del centro scontrarsi con il diritto dei ristoratori del centro di tentare di vivacizzare le loro serate. Lo scontro intestino di una città che vorrebbe avere la vocazione turistica ma non ne ha la mentalità. Chiedere a Taormina, se a qualcuno i decibel in più danno fastidio.
Tanto più che i difensori del volume basso hanno dalla loro anche la legge, che impone dei limiti alle emissioni sonore negli orari notturni, e che impone determinati standard agli amplificatori, così da poter essere “tarati”. Costi e attrezzature di cui non tutti possono dotarsi. Da qui le multe e le contravvenzioni, sistematiche, ai locali che provano a fare un accenno di caffé concerto.

La protesta di venerdì, però, ha spinto il sindaco Roberto Barbagallo a fare mezzo passo avanti in favore degli esercenti, con un’ordinanza che dà, di fatto, via libera alla musica “fuori norma” almeno fino a mezzanotte, salvo l’obbligo, negli orari successivi, di abbassare le emissioni a norma di legge: “Un giusto compromesso nel rispetto dei cittadini, dei giovani e di chi fa impresa ad Acireale”, secondo il primo cittadino, che vuole Acireale “viva, soprattutto d’estate, e ritengo che questo sia nell’interesse di tutti, di noi amministrazione, degli esercenti, dei giovani e di tutti i cittadini. Qualche anno addietro ho avviato insieme a tanti ragazzi, un’ idea che ha portato tanta gente in città ed ha visto coinvolti tanti nostri locali in centro storico, iniziativa che continuerà ad andare avanti. Ho firmato già lo scorso anno un’ ordinanza che nel periodo estivo dà la possibilità di andare in deroga ai limiti dei decibel imposti dalla legge sino alle ore 24”.
Il che significa che non ci sarà l’obbligo per i ristoratori di certificare la propria emissione di decibel.

La prima battaglia è stata vinta. Ma la guerra si preannuncia ancora lunga.

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