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Acireale, l’Osservatorio denuncia la stangata per gli acesi

Entro il 31 gennaio 2015 sarà recapitato ai cittadini acesi il conguaglio sulla tassa rifiuti per il 2014. Secondo l’Osservatorio acese sulla qualità dell’azione amministrativa “facendo un calcolo approssimativo per una famiglia di 3 persone, si dovrà pagare una rata di conguaglio più alta delle tre rate già versate (almeno del 10%). Con un aumento complessivo del 3% rispetto al costo del 2014. E questo dopo la batosta sulla TARES dello scorso anno che ha quasi raddoppiato il costo rispetto a quello precedente, un’escalation dolorosa ed interminabile”.

La lettura “infuocata” dei dati che l’Osservatorio acese ha operato non si stempera nel corso del comunicato che prosegue: “Questo a conclusione di un 2014, che ha visto fissare ad Acireale un’aliquota della TASI, che ha portato ad un costo triplo rispetto alla somma del costo per servizi indivisibili (spettante allo Stato)  inglobata nella rata TARES dell’anno scorso e alla mini IMU”. Non manca nemmeno la scoccata finale al primo cittadino: “D’altra parte almeno in questo il sindaco è coerente col suo programma. Non troverete nessun impegno a non aumentare le aliquote dei tributi o i canoni delle bollette, anche se non ci aveva avvertito che l’avrebbe fatto”.

Uno dei più grandi obiettivi che un’amministrazione comunale può raggiungere è quello di far pagare, con un sorriso sulle labbra, le tasse ad un numero considerevole di cittadini. Un sorriso sulle labbra è troppo? Sarebbe già significativo vedere in giro dei cittadini soddisfatti dei servizi che il proprio comune eroga e ben disposti, dunque, a versare il proprio “contributo” per non abbassarne il livello. La “Mission impossibile” è riuscita agli amministratori del Comune di Acireale? Lasciamo la risposta al giudizio dei lettori.

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Adriano Zuccaro

Ventiquattrenne, ex stagista al Qds, ex calciatore (si fa per dire), presto ex universitario specializzato (si spera). Laureato in lettere moderne ma proveniente dal liceo scientifico ad indirizzo informatico (perché autolesionista) è, da sempre, in bilico tra numeri impietosi e citazioni sognanti, tra bilanci dell’Assemblea regionale e lettura metrica di Orazio, tra report di natura economica e “gattopardismi” letterari-reali. Curioso, affaccendato, pignolo e pronto ad un uccidere per una mano sbagliata a briscola in cinque, insegue sogni ottocenteschi: insegnare lettere in un liceo catanese, pubblicare articoli giornalistici sulle testate “m’pottanti” e, cosa ancor più folle, portare a casa una dignitosa pagnotta grazie alle “sudate carte”.

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