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Politica

Acireale, l’Assessore Fichera sulla nuova toponomastica

In merito alle nuove intitolazioni deliberate dalla Commissione Toponomastica, l’assessore all’ Urbanistica, Francesco Fichera, scrive in una nota:“Sono stati numerosi i commenti alla recente decisione della commissione toponomastica di Acireale. Vanno “quasi” tutti rispettati, favorevoli e critici.”

Alcune prese di posizione meritano tuttavia una serena riflessione per mettere a posto le cose.

La Commissione Toponomastica non ha nulla di politico e/o di partitico, essendo stata scelta tra persone che hanno la sensibilità, la cultura, – per professionalità e storia ideale personale,- di amare e conoscere la storia patria e interpretarne l’identità e le giuste istanze di cambiamento e adeguamento ai temi d’attualità. Non è eletta, non percepisce alcun appannaggio, e pertanto nulla avrebbe da “scambiare” se non le proprie profonde convinzioni ideali, morali e storico-sociali. Essa vive solo dell’onore dei componenti di farne parte. E queste non sono merce da cui ricavare utilità di sorta, né per scambi da mercato.

Qualcuno molto impropriamente ha parlato di compromessi vergognosi.

Niente di più fuorviante.

Il punto d’incontro tra diverse anime della comunità in cui si vive non può essere ridotto e oltraggiato in questi termini, proprio perché non ha alcun tratto del do ut des e non è fonte di alcun ricavo se non quello di aggiornare il volto della Città mediante la scelta di luoghi e persone assai significativi e, come nel caso del 25 Aprile, costituenti il sacrosanto riconoscimento storico alla Verità e alla storia.

E’ paradossale e la dice lunga come, anche associazioni grandemente meritorie in campo storico nazionale e persone che pure conoscono bene le dinamiche ideali che hanno condotto alla scelta e al patrocinio di Largo 25 aprile, ne abbiano fatto loro sì, un fatto “politico”, da cui forse “ricavare” quel consenso che non riescono ad ottenere nella città e che neanche hanno tentato di ottenere in tanti decenni trascorsi nell’ inazione.

Le scelte compiute rappresentano invece finalmente l’abbandono di quei logori panni di provincialismo civile che hanno appesantito la coscienza e la vitalità di questa Città e consentono di inserire Acireale nel contesto nazionale più proprio e più nobile.

Acireale e gli Acesi, per la prima volta nella storia, compiranno un atto di grande solennità che darà un segno di sacralità civile e storica alla giornata del 25 Aprile e poi continueranno serenamente ad animare il centro cittadino in una bella festa popolare come peraltro in tutta Italia, e maggiormente nei luoghi regionali che videro la Resistenza più drammatica, avviene senza tartufeschi complessi di retoriche strumentali: il 25 aprile è una festa popolare e ognuno la vive secondo le sue specifiche tradizioni, dopo averla nobilitata.

Per la prima volta Acireale questo farà e così sarà negli anni a venire. La decisione, meditata e discussa nell’esclusiva sede ideale della Commissione Toponomastica e dell’Amministrazione, assume una portata storica per Acireale, sia per il luogo prescelto del centro storico, sia perché restituisce ad Acireale parte della sua identità che ha anche i tratti nobilissimi di Giovani vite sacrificate agli ideali di Democrazia e Libertà.

E questo basti. Tutto il resto appartiene alla cronaca.

Ora Acireale ha bisogno di festa, di unità e di tenersi carissimi per sempre Luoghi prima di tutto morali che appartengono a tutti”.

 
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Redazione

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