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Acireale, la Spending review agita la burocrazia: “Non siamo tutti fannulloni”

Se Spending Reviw deve essere, che sia per tutti. E così, dopo essere stati costretti a stringere la cinghia causa scandalo Gettonopoli, gli amministratori acesi hanno continuato sulla strada del contenimento dei costi, questa volta andando a coinvolgere la burocrazia. In un paio di giorni, infatti, sono stati emanati due provvedimenti, uno direttamente dalla Giunta, l’altro dal dirigente capo del personale Giovanni Spinella, volti a regolamentare la burocrazia comunale. Col primo si è varata una rotazione delle figure dirigenziali, per evitare che certi burocrati “invecchino” dietro la loro scrivania, creando veri e propri piccoli potentati e clientelismi, porte socchiuse verso le mazzette; con l’altro, invece, si intende dare un giro di vite ad alcune spese della burocrazia comunale.

Per esempio: sono stati ridotti i rientri pomeridiani da due giorni a uno solo, con conseguente taglio dei buoni pasto. E’ stato regolamentato il regime degli straordinari: vietato rimanere sul posto di lavoro fuori orario senza averlo prima concordato con un dirigente. Stretta persino sulle pause-caffé: vietato assentarsi dal posto di lavoro per andare a prendere caffé o merendine alle macchinette subito dopo aver timbrato il cartellino d’ingresso. Se pausa caffé deve essere, che sia pausa davvero: non si può iniziare la giornata lavorativa con una pausa!

E i lavoratori come hanno preso questi provvedimenti? Con una certa filosofia, va detto. Perché la contestazione delle Rappresentanze sindacali, affidata oggi a un comunicato firmato dal coordinatore Rsu Maurizio Strano, non discute il merito del provvedimento, ma il metodo. O, meglio il modo in cui questo è stato dato in pasto agli organi di stampa che, lamentano i sindacati comunali, hanno fatto passare tutti i lavoratori come un esercito di 560 fannulloni.

Non ci riteniamo dei privilegiati – si legge nella nota delle RSU – semmai dei fortunati ad avere un posto di lavoro in tempi di crisi, e riteniamo di guadagnare la nostra retribuzione a seguito dei servizi resi. E’ vero che c’è la necessità di riattivare la fiducia del cittadino nella burocrazia, e che certi atteggiamenti vadano spazzati via, ma ciò non può raggiungersi attraverso il giustizialismo, la gogna mediatica, le analisi da “bar dello sport”, ma con un’attenta progettazione, consapevole delle metodologie organizzative, con approcci manageriali alla gestione pubblica, e con l’introduzione di una vera meritocrazia”.

“La parte di noi impiegati che certamente è preponderante – conclude la nota dei Comunali – è la più interessata a chiedere con forza l’introduzione di tecniche lavorative nuove, di misurazioni di performance e, certamente, non avrà nulla da ridire se i fannulloni verranno puniti. Siamo infatti i primi a voler riacquistare prestigio, il rispetto dei nostri concittadini e il riconoscimento della nostra rilevante funzione sociale”.

 

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