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Acireale, Gettonopoli e l’indignazione che manca

Canale 5, Rai 3, ancora Canale 5, La 7. Sono i passaggi che la Gettonopoli acese ha avuto sulle emittenti nazionali. Un caso, un piccolo grande scandalo che è cominciato da un pavone. Che, forse, non immaginava, lui per primo, che la sua ruota, e il suo passo di danza “caratteristico della sua specie” potessero avere una così grande Eco.
Una eco che è rimbalzata sulle tv nazionali, ma che ha lasciato la città grossomodo indifferente, così com’era successo dopo le intimidazioni al sindaco. Acireale è una città che sembra impermeabile a tutto, che ha perso la capacità di indignarsi. Altrimenti, alla manifestazione organizzata giovedì sera, in concomitanza con il Consiglio comunale, convocata dalle forze extraconsiliari per dire basta al drenaggio di soldi pubblici tramite il famigerato Gettone di Presenza, ci sarebbe stata molta più gente. Invece: centocinquanta, forse duecento persone, non di più. La città rimane indifferente a tutto.

Tanto rumore ha però prodotto un effetto positivo: la mozione varata dal Consiglio comunale in cui si prospetta un drastico cambiamento del regolamento dell’Ente: tre commissioni, non di più, la settimana, riduzione del gettone di presenza da 64 a 56 euro, stop alla retribuzione di sedute andate deserte (c’era anche questo!), riduzione del numero delle commissioni, “taglio” dei segretari. Un provvedimento che era già nel programma dell’amministrazione, anche se probabilmente sarebbe stato molto più leggero, e che è stato accelerato su suggerimento del sindaco Roberto Barbagallo. Il sindaco, pur obbligato dalla sua posizione politica a difendere i “suoi” minimizzando l’accaduto, è stato però il primo, dopo un lungo e “ponderato” silenzio, a chiedere di accelerare le riforme. Stessa cosa fatta anche dal deputato regionale Nicola D’Agostino, “patron” politico della coalizione alla guida dell’amministrazione che però ha usato toni meno diplomatici, preferendo additare i “soliti” giornalisti, colpevoli di “pruderie” e di aver insistito troppo sulla faccenda del pavone.
I provvedimenti, tardivi, adottati dal Consiglio comunale, non sono però bastati al Movimento 5 Stelle e alle altre forze extra consiliari (Putia del Bene Comune, Officina Acireale): Angela Foti, deputata regionale, è arrivata a definire un “oltraggio all’intelligenza collettiva” la mozione adottata dalla massima assemblea cittadina: “ I consiglieri, hanno perso l’opportunità di formulare una proposta seria. Ritoccare il gettone, mantenendo comunque le 5 sedute settimanali (tre di commissione più due di consiglio), è inaccettabile; un palliativo per provare a mettere una pezza alla situazione”.

Era stata proprio Angela Foti a far scatenare il putiferio: la deputata pentastellata, insospettita dagli importi esagerati dei gettoni di presenza dei Consiglieri montati nei primi sei mesi della nuova amministrazione, aveva chiesto di vedere i verbali delle sedute.
Sono così saltate all’occhio le sedute convocate per la visita all’azienda agricola (con la famosa danza del pavone), quella per la tombola degli anziani, quella per far sfogliare ai commissari la guida turistica scritta dalla stessa presidente di Commissione. E ancora, le visite ai presepi, e quelle al Carnevale estivo e alla MezzaNotte dei Bambini. Per non parlare delle sedute convocate per approvare i bilanci delle sedute precedenti.
Una valanga di commissioni, per carità, legittime, ma perfettamente evitabili con un po’ di buon senso. Che è mancato, esponendo il Consiglio di Acireale agli sberleffi anche delle emittenti nazionali. Il bilancio dell’ispezione è stato reso noto nel corso di una conferenza stampa, seguita a pochi giorni di distanza da un’altra conferenza, questa volta convocata dalla Presidenza del Consiglio comunale per tentare l’autodifesa.

 

Un incontro durante il quale, lungi dall’ammettere i propri errori, il presidente Raneri, spalleggiato dai presidenti delle varie Commissioni e dai capigruppo consiliari ha tentato di spiegare e giustificare tutto quello che era spiegabile e giustificabile, con risultati più o meno soddisfacenti, a seconda dei punti di vista.
Spiegazioni e giustificazioni che, però, riprese da La7 (“L’Aria che Tira” condotto da Mirta Merlino) sono suonate pretestuose. E la scelta di accelerare la riforma dello statuto, è suonata un po’ come una mezza ammissione di colpa.
Naturalmente non ci saranno le dimissioni dei consiglieri e del loro Presidente, tanto invocate dagli indignati sul web. Anche perché la risposta della piazza è stata tiepida, sonnacchiosa, distratta e svogliata. Non aspettiamoci i cortei come a Siracusa o ad Agrigento, sebbene i costi del Consiglio acese siano molto vicini a quelli della Città dei Templi: Acireale continua a essere impermeabile a tutto.

[Foto di Stefano-85 Flickr]
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