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Acireale, Gettonopoli capitolo 2: dal Pavone al Mortorio

Novantaduemila euro in tre mesi. Tanto è costata l’attività del Consiglio comunale di Acireale ai tempi di Gettonopoli, nei tre mesi compresi tra febbraio e aprile. A scoperchiare, di nuovo, il vaso della gettonopoli acese, capitolo secondo, sono ancora gli attivisti del Movimento 5 Stelle, che hanno fatto una piccola indagine sulle riunioni di commissione svoltesi: 394 le sedute, per un costo totale, tra gettoni di presenza (compresi anche quelli del Consiglio comunale) e costi delle sedute di Commissione, di 92mila euro, appunto. Va detto che sono cifre che si riferiscono a un periodo in cui ancora lo scandalo Gettonopoli non era scoppiato, e quindi non c’era ancora spazio per eventuali ravvedimenti.

Il record di sedute, nel periodo, tocca alla Terza commissione consiliare che è stata convocata 73 volte sui 74 giorni disponibili, ma dal conto andrebbero scomputate una decine di sedute andate deserte. Sedute però giustificate, in quanto la Commissione ha trattato argomenti di un certo peso, dalla localizzazione dell’Isola ecologica alle zone bianche del Prg, dal regolamento per la collocazione di nuove farmacie sul territorio all’avanzamento dei lavori dell’area artigianale di via Volano, fino alla discussa antenna di telefonia di via Monetario Floristella e alle condizioni della villa Belvedere. Nel novero delle sedute sono compresi anche 5 sopralluoghi. Insomma, tante riunioni, ma nessuna strumentale: si sarebbe potuto risparmiare qualcosa accorpando qualche argomento la cui discussione è stata frazionata in più di una seduta, ma nel complesso l’attività della III Commissione sembra abbastanza coerente con il numero di sedute.

Il presidente della Terza Commissione, Nino Sorace, è stato uno dei pochi a dimettersi dopo lo scandalo Gettonopoli, anche se le sue sono state dimissioni funzionali alla rimodulazione delle commissioni stesse, scese da 8 a 6 per decisione dello stesso Consiglio Comunale, sacrificando proprio i presidenti che cortesia istituzionale aveva assegnato alle opposizioni. Come Sorace, appunto.
Chi non si è dimessa e, anzi, è stata riconfermata dopo la rimodulazione delle Commissioni, è Francesca Messina, presidente della Quinta Commissione consiliare. Nei tre mesi presi in esame, comunque, va ricordato ancora, precedenti allo scoppio dello scandalo Gettonopoli dei primi di maggio, tra le sedute che la sua commissione ha tenuto ce ne sono alcune bizzarre e pittoresche tanto quanto quella del Pavone. Per esempio, due commissioni vengono utilizzate per esaminare depliant turistici su Acireale, altre due per visitare la mostra dei carri in miniatura e discutere della sfilata dei Carri allegorici del Carnevale invernale.

Ma il capolavoro, complice anche la prosa forbita del segretario, è la seduta del 1 aprile: “nell’imminenza delle festività pasquali – si legge nel verbale, diffuso in Rete sempre dal Movimento 5 Stelle – si avvia la discussione sulle manifestazioni di carattere religioso e popolare che si tengono in città e in diverse località siciliane. […]

Questa commissione in concomitanza con questo periodo festivo gradisce coralmente conoscere in maniera più approfondita la genesi dei riti della settimana santa che si svolgono nella nostra città e nei terriotori vicinori. A tal uopo richiede al segretario – nella veste di studioso di demologia – una dissertazione in materia; il Segretario, di buon grado accetta di introdurre l’argomento sulla scorta delle proprie conoscenze. La discussione prende avvio, soprattutto ricordando il famoso mortorio“.
Naturalmente la diffusione di dati e verbali da parte dei 5 Stelle ha trovato immediata risposta da parte del Comune.

A rispondere è Rosario Raneri, che già si era dovuto arrampicare sugli specchi per difendere il Consiglio comunale che presiede dagli attacchi dello scandalo Gettonopoli di maggio: “La nota del M5S continua a screditare l’operato del consiglio comunale e delle commissioni consiliari – scrive Raneri – e temo che continueremo a sentire questi toni, perché a questo punto ritengo che l’unico obiettivo del Movimento sia quello di screditare l’operato di tutta la classe politica, che opera ad Acireale. Ritengo la nota pretestuosa, si fa riferimento e si integra la “denuncia- spettacolo” fatta dal Movimento nel mese di aprile, senza fare menzione della modifica del regolamento del consiglio comunale e delle commissioni, deliberata all’inizio di maggio e che, dopo la necessaria pubblicazione, è entrata in vigore nel mese di giugno. Mi auguro che, come onestà suggerirebbe, vogliano la prossima volta prendere come campione questo mese, che sarà indicativo per rilevare i tagli ai costi del consiglio e delle commissioni.

Ricordiamo che proprio queste ultime sono state recentemente ridotte da 8 a 6, che le commissioni retribuite settimanalmente sono 3 e che ogni consigliere comunale prende parte ad una sola commissione. Voglio inoltre rendere noto che è pronta la delibera che recepisce l’ atto d’indirizzo con cui il consiglio ha chiesto all’amministrazione la riduzione del gettone di presenza dei consiglieri comunali”.

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