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IntervistePolitica

Acireale: febbre da social in consiglio comunale

“[…] Ogni volta che faccio qualcosa le persone mi seguono per cui sto diventando non dico una star, ma una persona che comunque è seguita dalla gente che frequenta i social” – con queste dichiarazioni rilasciate in esclusiva ai nostri microfoni il consigliere comunale di Acireale Antonino Sorace sembra non voler far scemare la polemica seguita al suo intervento nel civico consesso avente ad oggetto la carenza di illuminazione del cavalcavia che collega  Via Romeo alle “Chiazzette”.

InsultiNello specifico in tale occasione il consigliere acese aveva testualmente dichiarato:

« […] Le chiedo di illuminare il cavalcavia delle Chiazzette perché è totalmente al buio. Una donna da sola, dei bambini non possono attraversarla. Diventa un posto  pericoloso  soprattutto nelle ore dove c’è buio e quindi, ahimé, i ragazzi di colore non si vedono. Non è una offesa alle persone di colore, ma al buio i ragazzi di colore non si vedono. Io non vorrei che Acireale anziché parlare del Carnevale si debba parlare di altro come accade ultimamente nella nostra Italia»satira

Tale criptica e infelice affermazione  diffusa da blogger e da alcune testate online ha provocato una ondata di indignazione sui gruppi social della città sfociata in insulti e messaggi di vibrante protesta nei confronti del rappresentate cittadino a causa di un presunta allusione razzista.

Fortunatamente, questa volta, l’ondata di odio tipica dei gruppi social è stata sin da subito temperata dalla smentita del diretto interessato che ha escluso l’esistenza di alcun messaggio razzista nelle sue parole e da alcuni utenti che con simpatica ironia hanno sottolineato la gaffe del consigliere acese e contemporaneamente le mancanze dell’amministrazione comunale.

Sfortunatamente i post di protesta e la ribalta mediatica della questione non hanno prodotto alcun risultato tangibile:  il cavalcavia è rimasto senza illuminazione e il consigliere Sorace  sembra  non intenzionato a fare alcun passo indietro come nelle precedenti occasioni.

Tra le tante basta ricordare le dichiarazioni sulla pista di pattinaggio in piazza Duomo paragonata ad una vasca per i pesci, l’invito all’onorevole Angela Foti “a farsi le faccende domestiche a casa sua” o il duro attacco all’amministrazione per il carosello di auto che ha festeggiato la vittoria olimpica degli atleti acesi come se avessero “vinto la coppa del mondo”.

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Insomma il consigliere comunale utilizza uno stile comunicativo sui generis.

Ma cosa spinge Antonino Sorace a esporsi al pubblico ludibrio sui social network?

Per rispondere a questa domanda abbiamo deciso di contattare il protagonista di questa vicenda per farci spiegare quali sono le motivazioni che sono alla base del suo comportamento.

Consigliere in che senso le persone di colore al buio non si vedono?

Copertina-Sorace-150x150«Non si vedono le persone di colore, ma non si vedrebbero neanche i bianchi o qualcuno incappucciato perché la zona del cavalcavia che collega alle Chiazzette è totalmente al buio. Io ritengo che una amministrazione che organizza un Carnevale di un milione di euro […] che non mette a disposizione un faretto o comunque non illumina una strada così pericolosa e frequentata dalle persone mi sembra una cosa disgustosa. Per cui ho manifestato questo mio dissenso con un modo così molto ironico com’è nel mio stile. Tutto qua. Nulla di personale, nulla di razzista contro le persone di colore.»

Lei ha fatto una provocazione per avere visibilità?

«Naturalmente perché questa amministrazione non mi ascolta. L’amministrazione ascolta tutti tranne il sottoscritto. E poi quando può cerca sempre di mettere la mia persona in difficoltà. Questo evidentemente perché certe cose che dice Nino Sorace danno fastidio.»

Questo modo di esprimersi crede che le dia popolarità?

«Evidentemente si perché poi magari con il tempo uno si rende conto che ogni volta che faccio qualcosa le persone mi seguono per cui sto diventando non dico una star, ma una persona che comunque è seguita dalle persone che seguono i social.»

 

 

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