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Acireale è senza mare

Così la burocrazia e la politica hanno distrutto un pezzo di sana economia

Sarà un’estate senza mare per Acireale, o per lo meno, senza il mare a cui migliaia di persone erano abituate. Santa Maria La Scala la frazione più colpita a causa dell’interdizione e del divieto di balneazione. Dopo la tragedia di Casteldaccia, dove hanno perso la vita 9 persone nel palermitano, i Dirigenti Regionali camminano con i piedi di piombo prima di poter declassare una zona ad alta rischio.

Acireale è senza mare, un’economia locale in ginocchio

Lo sfogo del titolare del BoraBoraBar, Aldo Grasso, una delle attività più colpite da questo stallo burocratico: “Chiedo scusa alla mia famiglia, a mia moglie per averla trascinata in questa situazione assurda,alle mie figlie alle quali ho rovinato un pezzetto di futuro perché testardamente ho cercato di fare il lavoro che mi piace.
Ai mie dipendenti che si sono fidati di me avendoli rassicurati che sarei riuscito a sistemare tutto e magari hanno rinunciato ad altre possibilità lavorative per seguirmi”.

Acireale è senza mare, fare impresa è diventata una follia

“Avrei dovuto – continua Grasso – far abbandonare la nave prima che colasse a picco. Credevo ne saremmo usciti un po’ ammaccati ma comunque in piedi. Inizio a credere di essermi sbagliato. La scelta di affrontare la macchina burocratica armati solo di buon senso si sta rivelando incosciente. Ho provato a difendere il mio lavoro e quello dei miei collaboratori, a mantenere in vita un luogo che oramai non è soltanto mio ma un po’ di tutti quelli che l’hanno amato in questi anni. Credevo, forse, d’essere un Comandante che guida il suo equipaggio fuori dalla tempesta, sono risultato solo l’ennesimo Don Chisciotte che perde la sua personale battaglia contro i mulini a vento”.

Acireale è senza mare, lentezza e burocrazia incastonate nella politica

Critiche all’Amministrazione da parte di Rosario Raneri, ex presidente del consiglio comunale: “Una macchina politica comunale lentissima e farraginosa quasi votata al ritardo. Tutto è stato posticipato rispetto al passato: Conti del Carnevale (che rasentano ormai il ridicolo), Bilancio Preventivo 2019 che costringe gli uffici ad intervenire in dodicesimi ecc. ecc. ed adesso anche i Solarium montati ma chiusi (ad eccezione di quello di Pozzillo non ancora montato). Non si può governare una Città, la seconda della provincia di Catania, con una gestione che rasenta il fallimento”.

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Vincenzo Barbagallo

Docente sulle nuove tecnologie digitali per Mediaset, Rai e TV2000. Esperto certificato Google Ads. Consulente SEO, Social Media Manager, Media Trainer, Video Editor per diverse testate giornalistiche nazionali e locali. Videomaker e fotoreporter per RCS Corriere della Sera / Corriere del Mezzogiorno, RepubblicaTV / AGF. Ho collaborato con France24 e Ruptly come producer.

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