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Acireale, dopo anni di silenzio si potranno affidare i beni confiscati alla mafia

Presentato stamane il regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati alla mafia, il prossimo passo ad Acireale è la creazione, entro tre mesi, di un apposito elenco che riunisca tutti i dati relativi ai quattro immobili siti nel territorio: uno a Pozzilo e tre nella zona di S. Maria Ammalati.

“Siamo contenti – afferma il Sindaco Roberto Barbagallo – è stato votato all’unanimità, ma era anche scontato. Adesso stiamo verificando quali sono le procedure, poi vediamo se ci sono cooperative o ragazzi che vogliono avviare attività: si può pensare ad un centro di socialità per i meno abbienti. Ancora siamo in una fase iniziale e prematura.”

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Da sin. a destra: On. D’Agostino, Ass. Oliva, Mons. Raspanti, Sindaco Barbagallo, Pres. Consiglio Raneri

Associazioni di volontariato ma anche centri di recupero potranno inviare domanda per l’affidamento del bene e potranno averlo in comodato d’uso gratuito per un massimo di 20 anni. Sarà il Nucleo Speciale Permanente, creato per l’occasione, a stilare un graduatoria dei potenziali affidatari: sarà presieduto dal primo cittadino o da un suo delegato, da cinque consiglieri comunali, di cui tre di maggioranza e 3 dell’opposizione, quindi dal segretario generale Giovanni Spinella e dal responsabile all’ufficio patrimonio, l’assessore al bilancio Alessandro Oliva.

Dichiara il Vescovo Antonino Raspanti: “Quando sono venuto a conoscenza che non avevamo questo statuto, e quindi il Comune non poteva riceverli in assegnazione nè tantomeno conferirlo, allora ho chiesto subito al sindaco. Ricordo che fu attorno alla commerazione dei defunti.”

Tuttavia occorre chiedersi perchè una tale iniziativa, così importante nella lotta alla criminalita organizzata, sia stata avviata solo adesso, dato che dal ’96 esiste una legge che lo permette: “Non saprei dirle – prosegue Raspanti – secondo me non si era sufficientemente consapevoli. La maggiorparte ignorava che nel comune di Acireale ci potesse essere qualche bene confiscato. Mi pare che qui tante volte si è avvertito che questo problema ci riguarda poco, cioè che la mafia con le sue lotte e soprusi sia lontana, nella grande città”.

“In dieci anni la passata ammnistrazione ha fatto tantissime cose – dice Giuseppe Calì, ex assessore ora consigliere Acireale Civica – a partire dai servizi sociali: eravamo all’avanguardia a livello nazionale, al contrario di oggi che stiamo facendo tanti passi indietro. E’ naturale che purtroppo ci vuole il giusto tempo, non recrimino nulla di ciò che si è fatto e non si è fatto: anzi oggi si può dire che siamo arrivato a questo punto anche grazie ai numerosi passaggi svolti nel passato“.

 

 

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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