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Acireale: della “città turistica” resta solo la vocazione – FOTO

Un significativo episodio avvenuto martedì mattina ad Acireale ha ancora una volta evidenziato le lacune organizzative della Città delle Cento Campane per quanto riguarda il turismo. Come documentato dalle foto, precisamente intorno alle ore 12, tre pullman con all’interno 120 turisti stranieri sostano nella centralissima piazza Duomo; i forestieri dopo essere scesi dagli automezzi scoprono che i monumenti storici presenti, sia la Cattedrale dedicata a Maria Santissima Annunziata che la Basilica dei santi Pietro e Paolo, sono chiusi al pubblico. L’episodio non è di certo isolato poichè come confermato da testimoni, in passato si sono verificate altre situazioni del genere.

Ancora una volta la città di Acireale, una località dalle enormi potenzialità che da anni si trova in uno stato di coma in molti settori, oltre che non fare una buona figura con chi viene da fuori, dimostra di essere impreparata per quanto riguarda le tematiche legate all’organizzazione ed all’accoglienza turistica. Ormai da decenni, Acireale viene considerata una località a vocazione turistica; tale valutazione resta sicuramente condivisibile visto l’enorme patrimonio storico, architettonico, artistico, culturale ed ambientale posseduto dalla città delle Cento Campane, la quale anche grazie alla propria favorevole posizione geografica si può adattare a fare molti tipi di turismo.

Tuttavia, il sogno di vedere un’Acireale che viva grazie alla valorizzazione del proprio patrimonio deve fare conti con la dura realtà dei fatti, la quale vede una città totalmente allo sbando da questo punto di vista. La vocazione turistica, come dice lo stesso termine, deve rappresentare solo l’inizio di un percorso virtuoso che possa dare sviluppo economico ad Acireale, ma come dimostra quest’ultimo episodio in questa città del concetto di turismo attualmente c’è solo una vocazione senza continuità.

Eppure, per vivere di turismo non servono dei progetti complicati o delle opere pubbliche dai costi economici faraonici, ma basterebbero alcuni interventi mirati, un’organizzazione adeguata e soprattutto la buona volontà di tutte le componenti cittadine: amministrazione comunale, curia, imprenditoria locale e commercianti, tour operator, i quali dovrebbero sedersi su un tavolo a discutere per trovare delle soluzioni.

Fonte foto: Fancity Acireale.

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