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Acireale, Carnevale in primavera?

 

In inverno organizzare una manifestazione all’aperto ha i suoi rischi, e forse quasi nessun vantaggio. Sabato 31 gennaio ne abbiamo avuto un assaggio. Ma è innegabile che il Carnevale sia un evento legato, oltre allo spirito goliardico, anche alla sfera religiosa. Come si usa in tutto il mondo, Carnevale si conclude prima del periodo di Quaresima: non si potrebbe invece spostare la manifestazione più ‘in’ di Acireale in primavera?

Così risponde il presidente della Fondazione Antonio Coniglio: “Sicuramente si potrebbe [..] fare il carnevale invernale però riducendolo ed invece rafforzare il carnevale estivo e, per esempio, sganciare le macchine infiorate ed organizzare il ‘Maggio in fiore’, [..] che ci potrebbe anche aiutare nell’ottica di coprire non soltanto questa parte dell’anno ma tutte le mensilità”

E’ impensabile andare a spostare totalmente la manifestazione – afferma il sindaco Barbagallo – Sicuramente quest’anno volevamo ridurla: anziché tre settimane, volevamo realizzarla di due settimane, però c’erano già stati dei pacchetti venduti da alcuni tour operator. C’erano degli alberghi che avevano delle prenotazioni relative anche a S. Agata, perché coniugavano nel pacchetto S. Agata e Carnevale. Ci hanno chiesto di lasciarlo per tre settimane”.

Per quanto riguarda l’idea del Maggio in Fiore, continua il primo cittadino, “potrebbe essere una possibilità e ripeto non ha nulla a che vedere con il nostro Carnevale, perché le macchine in fiore sono una peculiarità di Acireale”.

Per quanto riguarda le misure prese contro il maltempo,  “l’eventuale sospensione di una sfilata, causa intemperie, – come citato nel programma delle attività – potrà essere recuperata domenica 22 febbraio”. La prima domenica di Quaresima.

E se è vero che Coniglio è “pure rispettoso del dato canonico”, come lui afferma, di certo Mons. Raspanti non prenderà bene una possibile sfilata di carri nel giorno santo. Occasione che si è già presentata nel 2012 e che ha suscitato il dissenso della Diocesi acese, la quale in un comunicato ha “espresso il proprio rammarico per la decisione adottata e si augura che in futuro possano essere adeguatamente rispettati i valori religiosi della comunità.”

Speriamo allora che il tempo sia clemente.

 

 

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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