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Acireale, capitan Truglio: “La mia partenza? E’ stata una scelta societaria….”

Nella giornata di ieri, sorprendente come un fulmine a ciel sereno, in casa Acireale Calcio si è registrato l’addio del capitano Pino Truglio, calciatore con cui la società granata ha interrotto il rapporto di collaborazione. Questa notizia ha provocato la reazione dei tifosi acesi, i quali soprattutto sui social network hanno criticato la scelta societaria di privarsi del proprio capitano.

Classico centrocampista di interdizione dotato di inesauribile corsa e di notevole spirito di sacrificio, senza dubbio Pino Truglio nelle ultime stagioni ha rappresentato uno dei calciatori più apprezzati dal pubblico acese per l’impegno e per la dedizione mostrate sul campo. Raggiunto telefonicamente dai nostri microfoni, Truglio ha parlato della fine della sua esperienza con l’Acireale.

Pino, ieri pomeriggio è ufficialmente terminata la tua esperienza con l’Acireale. Cosa è successo?

«E’ avvenuto che in questa sessione invernale del calciomercato, l’Acireale dopo aver rinforzato la squadra doveva cedere qualche calciatore che era già presente in organico. La società acese ha ritenuto opportuno di mandarmi via e così è stato; evidentemente a loro modo di vedere potevano fare a meno del mio contributo. Devo dire che quella dell’Acireale è stata una scelta davvero inaspettata, ma seppur a malincuore, ho accettato la decisione societaria di mandarmi via poichè non potevo fare diversamente»

Dopo gli arrivi dei due centrocampisti Arena e Conti, si è detto che da parte tua ci poteva essere un certo “mal di pancia” perchè per te il posto da titolare non era più così scontato….

«Assolutamente no, non c’è stato nessun malumore. Da parte mia i rinforzi che sono arrivati non hanno mai rappresentato un problema perchè i calciatori che sono stati ingaggiati, senza dubbio sono stati presi per darci una mano. Poi è normale che in una squadra di calcio, durante gli allenamenti settimanali, ci sia sempre una sana concorrenza per cercare di guadagnarsi il posto nella formazione titolare della domenica. Da parte mia non ci sono mai stati problemi e, se fossi rimasto, senza dubbio avrei cercato guadagnarmi il posto da titolare, cercando di ritagliarmi il mio spazio e cercando come sempre di dare il mio contributo».

Sul tuo addio quanto ha pesato la volontà di mister Raciti?

«Onestamente non lo so, ma credo che se per lui fossi stato davvero inamovibile, sarei rimasto ad Acireale».

La maggioranza dei tifosi acesi è rimasta perplessa dal tuo addio…

«Beh, anche io sono rimasto perplesso. Posso dire che in queste ore ho ricevuto molti messaggi e diverse chiamate di solidarietà, da parte di tifosi acesi ed addetti ai lavori che mi hanno espresso la propria solidarietà. Ringrazio tutti coloro che mi hanno mandato questi attestati di stima; l’apprezzamento della gente e del pubblico acese significano molto per me perchè vuol dire che in questi anni ho fatto davvero qualcosa di buono per l’Acireale».

Come ha reagito lo spogliatoio a questa notizia?

«Devo dire che i miei compagni di squadra, appena hanno saputo di questa notizia, sono caduti dalle nuvole. All’interno dello spogliatoio, essendo il capitano della squadra, ero un punto di riferimento ed i miei compagni sono rimasti dispiaciuti e mi hanno riempito di messaggi di stima, qualcuno ha anche pianto».

Questa appena terminata ha rappresentato la tua seconda avventura con l’Acireale. Alla fine di questa esperienza hai qualche rimpianto? E’ possibile fare un paragone fra la tua prima e la tua seconda esperienza ad Acireale?

«No, nessun rimpianto. La scorsa stagione per me è stata un’annata molto positiva a livello personale, ma purtroppo poi con la squadra non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo dei play off. Quest’anno invece stavo facendo bene, ma senza dubbio ho qualche rimpianto per la sconfitta di Modica perchè in quella circostanza abbiamo fatto male. Sulla tua seconda domanda, penso che sia difficile fare paragoni, semplicemente perchè la mia prima esperienza ad Acireale della stagione 2009/2010 fu una situazione diversa; ai tempi il direttore Marino portò me ed altri ragazzi da Adrano e quindi c’era già una base importante formata da un gruppo di calciatori ben consolidato ed erano già presenti dei meccanismi di squadra ben collaudati»

Come vedi il proseguimento di questa stagione dell’Acireale?

«Io penso che l’obiettivo della promozione in serie D non sia compromesso e si possa ancora raggiungere il salto di categoria; a tal proposito saranno decisive le prossime partite sia in campionato che in Coppa Italia, a partire dalla sfida di domenica contro il Rocca Capri Leone. L’Acireale quest’anno ha un gruppo di calciatori davvero valido, sia dal punto di vista tecnico che per quanto riguarda l’aspetto umano. Posso dire che lascio uno splendido gruppo di ragazzi. Sono sicuro che i miei oramai ex compagni di squadra sapranno farsi valere».

Quale sarà adesso il tuo futuro?

«Prima di tutto voglio riposarmi per qualche giorno e poi vedrò il da farsi. Posso dire che mi hanno già cercato alcune società di serie D, tra cui qualcuna non siciliana».

Per concludere ti chiedo di inviare un saluto ai tifosi acesi..

«Saluto e ringrazio i tifosi acesi per i tanti messaggi che mi hanno inviato in queste ore. Posso solo dire che nelle mie due esperienze ad Acireale, ho sempre cercato di dare il massimo ed ho sempre cercato di onorare la maglia granata. Sono contento di ricevere così tanti attestati di stima poichè è la dimostrazione che la gente ha apprezzato il mio impegno ed tutto ciò è la dimostrazione che ho fatto veramente qualcosa di buono. Ad Acireale ho trascorso degli anni davvero importanti della mia carriera e, magari chissà, in futuro tornerò a giocare con la squadra granata».

Fonte foto: Vincenzo Profeta.

 

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