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Acireale Calcio, d. s. Palma: “C’è una squadra importante. Obiettivo? La serie D”

Quella che l’Acireale sta attraversando è una di quelle classiche settimane delicate in vista delle partite importanti. Infatti, i granata, reduci dalla vittoria di Capo d’Orlando, sotto l’occhio vigile di mister Ezio Raciti in questi giorni si stanno preparando per l’impegno casalingo di domenica prossima, quando con calcio di inizio fissato alle 17:30, allo stadio “Tupparello” arriverà la capolista Sporting Taormina per un incontro che, classifica alla mano, rappresenta già un indicativo crocevia per il campionato dell’Acireale.

Al di là dei normali aspetti tecnici, in questa settimana in seno all’Acireale Calcio si è registrata una significativa novità per quanto concerne l’organigramma societario, grazie all’ingresso in dirigenza del nuovo direttore sportivo Santo Palma. Volto conosciuto del calcio isolano, nelle ultime stagioni il d.s. Palma ha lavorato con diverse società del panorama siciliano come Atletico Catania, Aci Sant’Antonio e Scordia, senza dimenticare le precedenti esperienze già vissute ad Acireale.

Il direttore Palma ha fatto il punto della situazione con L’Urlo, esprimendo le proprie impressioni sul momento dell’Acireale e sulla sua nuova esperienza professionale.

Direttore Palma, prima di tutto le chiedo in che modo è nato il suo ritorno all’Acireale Calcio…

«E’ stato il presidente Nicola D’Amico a chiamarmi e a volermi nuovamente all’Acireale, anche perchè con lui ci conosciamo da molto tempo; credo lui sappia che cosa posso dare a questa squadra ed a questa società. Evidentemente D’Amico, se mi ha chiamato, pensava che io potessi essere utile alla causa granata e quindi rieccomi nuovamente qui ad Acireale con mia grande felicità. Diciamo che il mio ritorno ad Acireale era nell’aria da qualche settimana ed io sono in carica ufficialmente da martedì. In molti credono che il compito di un direttore sportivo sia solo quello di costruire l’organico, ma non è così; un direttore sportivo costruisce la squadra, gestisce e cura la “rosa” dei calciatori, cercando di fare il massimo e di mettersi a disposizione di tutti»

Come è stato il suo impatto con la squadra, lo staff tecnico e la dirigenza?

«L’impatto con la squadra è stato molto buono, anche perchè conosco tutti i ragazzi che formano l’attuale organico dell’Acireale visto che negli scorsi anni, molti di questi calciatori, hanno lavorato con me in precedenti esperienze. Non ho assolutamente avuto problemi di ambientamento e per me è stato come ritornare a casa. Staff tecnico? Anche con lo staff tecnico mi sono subito ambientato, pure perchè conosco da tantissimo tempo mister Raciti, il suo vice Costanzo, il preparatore atletico Mirabella ed il preparatore dei portieri Spampinato; stesso discorso con lo staff dirigenziale, con cui ho già lavorato lo scorso anno. Sono contento della situazione che ho trovato anche perchè squadra, staff tecnico e dirigenziale, sono uniti, compatti e determinati a raggiungere l’obiettivo della serie D. Adesso tocca a me cercare di dare il massimo possibile per tirare fuori il meglio da questa squadra».

Facciamo un passo indietro. Secondo lei cosa non ha funzionato nelle sue precedenti esperienze ad Acireale?

«Se ci riferiamo all’esperienza con la Fc Acireale di due anni fa, non ha funzionato una firma poichè per un cavillo burocratico perdemmo un campionato che potevamo vincere. A quest’ora, senza quella vicenda di cui preferisco non parlare più, credo che l’Acireale si sarebbe potuto ritrovare in serie D già da qualche anno. Mentre nella scorsa stagione tutti sanno cosa è successo; ero tornato con grande entusiasmo, però purtroppo a causa di fattori esterni non è andata bene. Tuttavia, per quanto riguarda il mio lavoro ed i risultati sul campo, tutto stava funzionando perchè nelle partite sotto la mia gestione non si è verificata neppure una sconfitta. Credo che sia inutile parlare del passato perchè personalmente preferisco guardare solamente al presente e poi al futuro dell’Acireale».

Domenica al “Tupparello” arriverà lo Sporting Taormina capolista del campionato, una formazione che sul campo ha vinto tutte le sei partite finora disputate…

«Sarà una partita difficile. Conosco bene il Taormina, i suoi calciatori ed il loro allenatore Marco Coppa; loro stanno dimostrando di essere un’ottima squadra, vengono da sei vittorie consecutive in altrettante gare, se guardiamo solo i risultati ottenuti sul campo; di conseguenza sarà una partita difficilissima. Tuttavia, noi siamo l’Acireale e certamente dobbiamo avere rispetto per tutti, ma timori per nessuno. Si tratta di una partita importante che arriva in un momento importante della stagione. Che Taormina mi aspetto? Conosco benissimo la filosofia di mister Coppa e della sua banda di ragazzi; mi aspetto quindi un Taormina che venga al “Tupparello” per giocare a viso aperto senza fare barricate difensive. Loro hanno un buon organico, non a caso hanno vinto sei partite consecutive e verranno qui con grandi motivazioni, ma posso garantirti che pure l’Acireale ha grande voglia di fare bene».

La piazza acese è molto esigente. A suo modo di vedere la pressione ambientale che c’è ad Acireale rappresenta un vantaggio oppure uno svantaggio?

«Io credo che la pressione ambientale sia un vantaggio poichè significa che la squadra viene seguita. Preferisco lavorare in ambienti con pressione ambientale, al posto di lavorare in ambienti dove non c’è questo elemento. Io credo che sia la cosa più bella del mondo avere un grande seguito di tifosi dietro una squadra di calcio perchè il pubblico ricopre un ruolo importante in questo sport. La piazza acese giustamente è molto esigente perchè l’Eccellenza è una categoria che sta stretta ad una città importante come questa ed ad una società blasonata come l’Acireale Calcio. E’ ovvio che ci sia una pressione e che ci siano delle aspettative di rilievo perchè la società ha dimostrato di voler fare il salto di categoria, costruendo in estate un organico importante. Quindi che ben venga la pressione ambientale e per domenica invito tutti i tifosi acesi a venire allo stadio per dare un aiuto alla squadra»

Da osservatore esterno, che idea si è fatto di questa prima parte della stagione dell’Acireale?

«In dieci partite ufficiali finora disputate fra campionato e Coppa Italia, l’Acireale ha fatto bene, non ha subito sconfitte, ma non ha fatto benissimo come potenzialmente può fare. C’è però da dire che questa è una squadra totalmente nuova, con soli quattro calciatori superstiti della passata stagione (mi riferisco ad Arcoria, Cocuzza, Godino e Truglio) e quindi ci vuole tempo affinchè possano coincidere tutti i meccanismi e gli ingranaggi del caso. Secondo me questa squadra finora ha espresso il 50-60% del suo reale potenziale ed possiede grandi margini di miglioramento. Una squadra di calcio non si inventa, bensì si plasma con il passare delle partite e non è semplice, soprattutto quando in organico ci sono solo quattro calciatori confermati reduci dalla passata stagione; questo Acireale sta crescendo sempre di più di partita in partita. Io credo che quest’anno ci siano tutti i presupposti affinchè l’Acireale possa vincere il campionato ed andare in serie D, anche perchè l’obiettivo della società è quello annunciato in estate di puntare a fare il salto di categoria»

Il calciomercato riaprirà fra poco più di un mese. Ci saranno dei movimenti nell’organico dei calciatori?

«Devo dire che nella sessione estiva del mercato, la società ha lavorato benissimo, costruendo un organico importante sotto tutti i punti di vista. Il mercato dicembrino è ancora lontano e per adesso non stiamo assolutamente pensando ad eventuali ritocchi dell’organico, anche perchè è già stato fatto un grande lavoro in estate e per adesso questa squadra non ha bisogno di interventi»

Concludiamo questa intervista parlando di un argomento a lei caro. Ci riferiamo all’impiantistica sportiva dove poter fare calcio. Da questo punto di vista ad Acireale non c’è una buona situazione…

«C’è da dire che al giorno d’oggi i campi in erba naturale non vanno più di moda, anche perchè chiaramente in una situazione in cui c’è solo un campo dove allenarsi e giocare la domenica, capita che il manto in erba naturale si rovini. Per Acireale sarebbe più comodo un campo in erba sintetica, ma chiaramente lavoriamo con il terreno che ci ritroviamo. I problemi relativi all’impiantistica sportiva riguardano tutta la Sicilia; io mi auguro sempre che si possa intervenire per migliorare la situazione perchè il calcio ha una funzione sociale e non serve solo a formare dei futuri calciatori; basti pensare che il calcio serve a togliere ragazzi dalla strada ed ad insegnare ai giovani dei sani valori. Io credo che il calcio debba tornare a rappresentare un fattore importante per la vita sociale di una città come Acireale. Da questo punto di vista, continuo a sostenere che fare un progetto a lunga scadenza investendo sulle strutture sportive, possa avere solamente una grande utilità per il futuro. Io credo che la società dell’Acireale, al momento opportuno, parlerà con l’amministrazione comunale riguardo le condizioni degli impianti sportivi in modo tale da stabilire come operare»

Fonte foto: agenzia Acifotopress di Franco Barbagallo.

 

 

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