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Cronache

Divieto di balneazione ad Aci Castello, mare troppo inquinato

Aci Castello si unisce alla lista dei 46 tratti di mare di Catania dove vige il divieto di balneazione.

La causa sarebbe un mare troppo inquinato.  Dopo un incidente sanitario, in fase di risoluzione, si è decretato il divieto di balneazione temporaneo nel tratto di mare compreso tra il Lungomare Scardamiano (piazza Martiri delle Foibe) e il Lungomare dei Ciclopi (via Macrì).

Infatti, la condotta fognaria presente sul Lungomare dei Ciclopi all’altezza di via Capparelli, che concentra le acque di scarico all’altezza della piazzetta di Padre Pio, dunque in un area protetta, è al momento ostruita. I tecnici stanno lavorando al fine di ripararla il prima possibile.

I rischi per i bagnati sarebbero molteplici. Otiti e problemi intestinali non da poco, causati dalla superiore presenza di batteri rispetto ai normali valori, al di sopra del tasso di tollerabilità in questa zona.

Il sindaco Filippo Drago avvisa che “Non appena l’intervento di riparazione della condotta di collettamento dei reflui tra via Aci Trezza e Aci Castello verrà completato ed i tecnici dell’Asp verificheranno lo stato delle acque, verrà rimosso il divieto. Vi terremo informati e ci scusiamo per il disagio”.

Secondo le dichiarazioni di Alfio Fabio Micalizzi, Presidente Regionale dell’Associazione dei Consumatori d’Italia CONSITALUA, la situazione sarebbe ben più grave e molto diversa

“In riferimento alle numerose lettere inviate alla Capitaneria di Porto di Catania, al Comune di Aci Castello, alla Regione Siciliana, alla Prefettura di Catania ecc., e successivi esposti depositati presso la Procura della Repubblica di Catania riguardanti presunti reati ambientali aggravati e continuati in presenza dell’istituita riserva naturale area marina protetta Isole Ciclopi di Acitrezza dove in atto esistono oltre 12 discariche fognarie abusive altamente inquinanti”.

In poche parole, malgrado il divieto sembri temporaneo in realtà dovrebbe essere permanente. I rischi sono alti sia per gli utenti consumatori, che per le imprese locali e la salute dei cittadini. Per questo motivo, Micalizzi chiede un urgente intervento da parte del Ministro per la tutela dell’Ambiente e del Mare, del Prefetto di Catania, della Direzione Marittima – Capitaneria di Porto di Catania.

Gli altri tratti a divieto di balneazione

Quattro sono i divieti che gravano sulla zona del porto e della stazione Centrale, incluse anche le aree del porticciolo di Ognina e San Giovanni Li Cuti. Riposto (torrente Archirafi), Acireale, Acitrezza (nelle sole zone interessate dagli scarichi a mare) Calatabiano e Fiumefreddo (torrente Gurna e Forche) le altre zone interessate.

EG.

E.F.

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Redazione

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