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Aci Catena, Giuseppe Aleo: Diminuite le spese del 10%

Consigliere Aleo siamo giunti a metà della legislatura: si ritiene soddisfatto del lavoro svolto fino adesso da questa amministrazione?

“Sicuramente. Questa compagine può affermare di aver diminuito le spese a carico dell’ente comunale del 10% rispetto alla passata amministrazione.  Senza introiti aggiuntivi,  viste le alte spese che deve affrontare il comune, non è stato facile. Soprattutto con i tagli attuati dal governo Renzi nei confronti degli enti locali: seguendo la linea della Spending Review”.

Le opposizioni extraconsiliari presenti in città dicono il contrario. Dai verbali presi in esame e dalle denunce che hanno sollevato, giudicano l’operato dei consiglieri non proprio virtuoso.

“In questi anni abbiamo lavorato su diversi punti, ottenendo sempre ottimi risultati. Abbiamo ridotto l’edificabilità, bocciando due piani di lottizzazione a Vampolieri. Abbiamo approvato il catasto incendi che prevede un vincolo decennale sulla edificabilità delle aree. Accentrando gli uffici nei nuovi locali del palazzo di città, siamo riusciti ad eliminare 60.000 euro di fitti passivi. Queste iniziative ci hanno permesso di lasciare la TARI (ex TARSU) alle cifre del 2009; siamo riusciti, inoltre, a ridurre le spese sulla bolletta dell’acqua, da 185 a 170 euro, questo lo si deve al lavoro svolto dalle commissioni”.

Proprio le commissioni consiliari sono state e continuano ad essere argomento di discussione, tanto che anche ad Aci Catena è scoppiata “Gettonopoli”, i consiglieri intascherebbero con molta facilità il famigerato “gettone di presenza”. Le stesse opposizioni extraconsiliari denunciano dei costi esorbitanti. Dopo lo studio dei verbali,  M5S e ABC parlano di un numero oltremodo elevato di convocazioni, se ne contano addirittura 30 in un mese di 28 giorni. Come spiega queste denunce?

“Innanzi tutto prima di fare una conferenza stampa o qualsiasi annuncio, che tendono ad  alimentare soltanto odio politico e  disinformazione, sarebbe stato opportuno dare le dovute spiegazioni sulla legge che disciplina le commissioni consiliari. La legge n 267 del 2000 prevede  che venga retribuita ogni seduta svolta. Diversi  consiglieri hanno svolto più sedute di commissione nello stesso giorno,  facendo così registrare molte presenze in poche settimane. Questo sconfessa quello che è stato affermato e sostenuto, ovvero che le convocazioni avvenivano anche di sabato e domenica.  Inoltre, la stessa  legge (267/2000) ci impone di non poter percepire più del 30% dell’indennità spettante al sindaco, pertanto, anche quando si collezionassero più presenze, queste andrebbero ad incidere sempre allo stesso modo sul bilancio dell’ente comunale. La  scelta adoperata da alcuni soggetti politici di fare opposizione,  favorisce l’astensionismo e il voto di scambio, facendo così allontanare il cittadino per bene dalla politica. L’alto numero delle commissioni è stato propedeutico ai fini dei lavori in consiglio, permettendoci di attuare delle misure non intraprese dalla precedente amministrazione”.

Sempre M5S e Abc ci dicono che molti consiglieri svolgono la seduta entro il tempo necessario per ottenere il gettone di presenza. Inoltre si registra la presenza di consiglieri in più commissioni nello stesso momento, generando “l’ubiquità”. Come può accadere che un consigliere sia presente in più commissioni contemporaneamente? 

“Nelle 1180 convocazioni prese in esame, il 35 % è costituito da commissioni che hanno avuto una durata minima. Il 10% di queste commissioni non raggiungeva il numero legale,  non costituendo oggetto di retribuzione. Per quanto riguarda la famigerata “ubiquità”: molti verbali ritenuti illeggibili sono stati trascritti al computer e per dimenticanza non è stato riportato l’orario di chiusura della commissione.  Capita spesso che quando non si raggiunge il numero legale in una convocazione, il consigliere segue la commissione successiva, collezionando più presenze nella stessa giornata. Per non incappare più in questi errori bisogna essere più attenti. Posso affermare  che il numero di commissioni durate poco tempo è un numero talmente irrisorio che non costituisce una spesa elevata, a fronte dell’ampio numero delle sedute che io definirei più che produttive.”

Secondo alcune associazioni ci sarebbero gli estremi per un controllo da parte degli organi giudiziari. Il Codacons ha presentato una denuncia presso la Procura di Catania e alla Procura generale della Corte dei conti. Lo stesso ha fatto Aci Catena Bene Comune che ha presentato denuncia  presso Procura Generale della Corte dei Conti a Palermo e all’ assessorato regionale degli enti locali. Come vi difenderete da queste accuse?

“Noi accogliamo positivamente queste denunce, anzi ho esortato il sindaco perché inviassimo noi stessi tutti gli atti agli organi preposti. Non abbiamo niente da nascondere. Rispondo ad ABC  che le sedute del 2011 riguardavano degli atti di indirizzo presentati dall’amministrazione Nicotra-Petralia. Gli atti  erano due: uno volto ad evitare un impegno di spesa di 300 000 euro, sospendendo l’iter di avvio del Project Financing sull”acqua , ripreso poi da questa amministrazione con un nuovo regolamento; l’altro atto, invece, riguardava il progetto Mercante del Pellegrino, sempre presentato nella precedente legislatura.  Abbiamo pensato bene di revocare questo progetto che avrebbe comportato una futura restituzione di somme non legittime poiché non osservava i giusti criteri ed era  presentato fuori tempo massimo. Per compiere queste due operazioni, abbiamo completato le importantissime relazioni inviandole al commissario, che le ha fatte sue sue dopo un incontro con noi consiglieri.”

Quindi, secondo lei, non ci sarebbero dei comportamenti  del civico consesso che andrebbero condannati? Se sì, accoglierete le proposte che vi sono state presentate da M5S e ABC, o continuerete a lavorare sulla linea del silenzio, preferendo non commentare quanto vi viene recriminato?

“Come ho affermato precedentemente, sono soddisfatto per il lavoro svolto fino ad ora da parte mia e dei miei colleghi. Oltre alla diminuzione di alcune tasse come la TASI e la TARI, si devono a questa amministrazione i regolamento chioschi, le nuova gestione dell’acqua e la raccolta differenziata con annesse isole ecologiche; il mantenimento del mercato settimanale al centro, incrementando la sicurezza del luogo. Per approvare ognuno di questi regolamenti e adeguarli alle esigenze della città e dei cittadini, abbiamo dovuto svolgere decine e decine di sedute di commissione, trovando sempre una quadratura; tranne per la consulta giovanile, per la quale dopo tanto lavoro e le discussioni sui vari regolamenti, non siamo riusciti a trovare un punto comune che soddisfacesse tutti.

Sono stati commessi degli errori, ma dovuti sicuramente a delle disattenzioni. Vogliamo  diminuire gli sprechi ulteriori – perché si potrebbe fare sempre meglio -, infatti subito dopo la conferenza pubblica del Movimento 5 Stelle, abbiamo deciso  di incontrarci e confrontarci per trovare le giuste soluzioni.  Oggi in consiglio si discuterà la riduzione da 9 a 5 commissioni più una d’ufficio. Capita che più gruppi trattino lo stesso argomento, questo è dovuto a determinati passaggi legislativi, che ci impongono il parere obbligatorio ma non vincolante delle commissioni che trattano una specifica categoria. Ogni atto necessita un’opinione, per cui un gruppo è tenuto ad esprimersi secondo la materia che gli compete. Con la riduzione delle commissioni e il conseguente accorpamento delle stesse, eviteremo il presentarsi di situazioni di questo genere.

Già nella passata amministrazione io e l’allora consigliere Giovanni Grasso avevamo provato a ridurre il numero delle commissioni, ma le proposte non vennero accolte. Vorremmo introdurre il gettone unico, pagando una sola seduta anche quando vengano svolte più commissioni nello stesso giorno. Ci stiamo lavorando, la legge non lo prevede, ma sarebbe un ottimo risultato. La tanto evocata diretta streaming, alla quale io mi opposi, non è fattibile per motivi tecnico – logistici; così come sarebbe inutile un’integrazione del regolamento, poiché la legge che disciplina le commissioni esiste già: integrare il regolamento sarebbe semplicemente un copia e incolla delle norme.

Non ci siamo chiusi nel silenzio, tanto che abbiamo subito parlato con i Cinque Stelle. Aci Catena Bene Comune prosegua col suo modo di fare politica,  saremo pronti a rispondere a qualsiasi accusa. Abbiamo testato l’opinione del  web e della città: la maggior parte dei cittadini ci dice di andare avanti e continuare col nostro lavoro”.

 

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