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Aci Catena: dopo il sindaco e il consigliere a chi toccherà?

Chi è di Aci Catena aspettava da tempo che esplodesse la bomba. E poi in un giorno qualunque di ottobre succede. Le strade di un piccolo paese vengono chiuse dagli uomini della Dia in passamontagna che passano da una casa all’altra – quella del sindaco e di un altro personaggio notissimo in paese che è Orazio Barbagallo – conosciuto non solo perchè consigliere comunale ma anche perchè fino al 2010 è stato un pilastro del comune in qualità di dirigente responsabile dell’ufficio finanza.

Ieri gli elicotteri hanno sorvolato per tutto il giorno il cielo sopra Aci Catena, come uccelli del malaugurio. Questa è la procedura. L’infamia stava per abbatersi sul comune di Aci Catena, un paese già flagellato da una storia difficile che non riesce mai a scrollarsi di dosso le sue vergogne: l’abusivismo edilizio, i mafiosi poi pentiti, l’elevato numero di pregiudicati per i più disparati reati, la collina di Vampolieri che crolla perchè hanno edificato in maniera selvaggia e ancora il sospetto costante di una commistione tra mafia e politica. Era il 1995 quando il comune fu sciolto per mafia.

Tutti aspettavano, tutti sapevano che qualcosa sarebbe successo. Ciò che non si sapeva e chi sarebbe stato colpito. Quando stamattina la notizia e corsa tra i vicoli del paese, erano tutti rintanati a casa, guardavano dalle persiane socchiuse verso il municipio e l’abitazione del sindaco.

“Hanno arrestato il sindaco per un appalto e poi un assessore” si è detto, così tutti credevano di vedere da un momento all’altro l’assessore in manette e poi il colpo di scena, non è l’assessore ma un consigliere.

Nessuno immaginava che la bomba sarebbe scoppiata per un appalto sulla fornitura dei mezzi informatici, nessuno avrebbe puntato un euro su Barbagallo, gli occhi erano puntati altrove, forse, chissà con un scatto eccessivo di immaginazione o forse no.

Oggi gli inquirenti sono stati chiari, indagheranno ancora e ancora. Probabilmente potranno essere coinvolti altri politici altri dipendenti comunali e altri imprenditori. Quella di stamattina è solo la punta dell’iceberg. Chi sta tremando aspettando gli ulteriori sviluppi dell’indagini? Forse in molti o forse nessuno.

È certo che ora tutto il comune sarà messo sotto sopra, i computer degli uffici principali sono già stati sequestrati, tutte le carte saranno passate al vaglio degli inquirenti così come tutti gli appalti e tutte le concessioni.

Hanno aperto il vaso di Pandora?

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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