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Aci Castello. Fratelli d’Italia fallimentare e Drago rabbioso

Aci Castello: può risultare memorabile una elezione amministrativa che si svolge in un comune che conta poco meno di 20 mila abitanti. Il rischio che si trasformi in uno scontro a fuoco è sempre dietro l’angolo.

Ad oggi mancano 21 giorni alle votazioni ed eufemisticamente la situazione appare interessante.

11 le liste che sono state presentate. 3 per il vice sindaco uscente Carbone, 7 per l’ex presidente del Consiglio Scandurra e 1 per l’esponente del Movimento 5 Stelle Antonio Bonaccorso già consigliere pentastellato dell’ultima legislatura.

Gli unici simboli di partito presenti alla corsa sono due: Forza Italia con Ezia Carbone e appunto il Movimento 5 Stelle. Il vessillo della coalizione di centrodestra tocca al vicesindaco uscente Carbone che ha subito l’abbandono di Fratelli d’Italia, Lega e Udc.

Ad Aci Castello i simboli partitici avrebbero voluto coalizzarsi con il vice sindaco ma sono andati via gli uomini che hanno preferito confluire sul progetto di Carmelo Scandurra. I partiti si sono svuotati e, si sa, quello che conta in politica sono i numeri.

Forse per la prima volta è accaduto che non fossero le segreterie provinciali e regionali a decidere sul destino delle amministrative in un comune. I castellesi hanno un caratterino: gente di paese sì ma che respira aria di città e giacchè i castellesi vivono nel comune forse più bello della provincia etnea si sentono autorizzati a dire e ad imporre le loro scelte.

L’ammutinamento ai partiti si registra non nei confronti della gentil signora Ezia Carbone ma in quelli di Filippo Drago sindaco uscente.

La Carbone rappresenta il segno della continuita sul solco segnato da Drago che dopo 10 anni di indubbia buona amministrazione deve lasciare la poltrona. Buona amministratore ma di pessimo carattere. Malgrado gli ottimi risultati che si possono riassumere nel risanamento delle casse comunali, nell’avvio dei lavori dell’importante collettore fognario, nella raccolta differenziata al 75% i castellesi hanno deciso che il primo cittadino vada in riposo.

Vallo a spiegare a lui, vera anima della campagna elettorale della Carbone che non manca un comizio. Anzi, i suoi accalorati e colorati interventi passeranno forse alla storia. Un fiume in piena che travolge tutta la coalizione avversaria e che tradisce la psicologia non del politico tradito – come lui afferma ogni qualvolta – ma piuttosto del padre padrone che non perdona i figli che si smarcano dalla responsabilità genitoriale e rivendicano autonomia una volta divenuti maggiorenni.

Forza Italia e Grande Aci Castello con Pogliese e Lombardo si impogono

Il resto dell’analisi riguarda lo stato di salute dei partiti che grazie alle amministrative di Aci Castello riflette una cartina di tornasole sul loro reale funzionamento nella provincia di Catania. Forza Italia arriva a presentare il suo simbolo con Pogliese & Co che guarda e strepita a pochissimi chilometri di distanza dal palazzo di città catenese.

Grande Aci Castello, compone la sua lista. La figura politica, sempre forte, dell’ex governatore siciliano Raffaele Lombardo riesce, seppure per il rotto della cuffia, a imporsi.

La debolezza di Fratelli di Italia

Fratelli d’Italia si manifesta in tutta la sua debolezza. Forte e carismatica la leader nazionale Giorgia Meloni non riesce a ad affidare a mani sicure il suo partito in Sicilia. Pochi voti e rappresentanti regionali che non riescono a farsi valere. Così accade che il coordinatore regionale Manlio Messina il 19 marzo affermi convintamente che il simbolo di FdI scenderà in campo a sostegno della Carbone e invece, colpo di scena, la lista non c’è. Messina non se la sente di correre senza gli esuli che hanno abbandonate. In questo contesto poco vale la dichiarazione ultima, a mezzo diretta fecebook, in cui si ribadisce il sostegno alla candidata. Perchè in politica sono sempre i numeri quelli che contano.

La Lega ne esce sicuramente meglio. Il 18 marzo Anastasio Carrà dichiarava all’Urlo il sostegno della lega a Ezia Carbone ma ci teneva a precisare che non era sicura la presentazione del simbolo e la completa compilazione di una lista. Il 19 marzo a suggellare l’appoggio alla Carbone non si presentava nè Carrà nè Cantarella.

Non pervenuta l’Udc

Il vero enigma in questa corsa elettorale castellese è il movimento 5 stelle, che posizionamento otterrà?

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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