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Abusivismo e crisi, la “Fera o Luni” è in agonia

A un passo dal Corso Sicilia dove i commercianti sono sul piede di guerra

Silenzio. Alla Fiera di Catania era, da sempre, l’unica cosa introvabile. Eppure oggi la notizia è questa: “non c’è nuddu” mormora sconsolato un ambulante. Degli slogan pubblicitari folkloristici, parte integrante dell’identità storica della “Fera O luni”, sembrano rimasti solo pochi irriducibili. In sottofondo, scorrono le note di Gabbani (quello di Occidentali’s Karma) e di Tiziano Ferro a ricordarci – e tormentarci – con un’indiscutibile osservazione: l’estate non è affatto finita. Sarà questo il motivo per cui il mercato è semideserto?

crisi“Chiù scuru di mezzanotte nun po’ fari” mi dicono in coro alcuni commercianti. D’accordo, le temperature sono alte e diversi catanesi ancora in ferie. “Non si è mai visto un periodo così nero – continua un altro ambulante – soprattutto per chi paga le tasse”. Eccoci arrivati al vero tasto dolente della Fiera, una matassa di cause ed effetti che fa rabbrividire: l’abusivismo. Secondo alcuni, bisognerebbe chiudere un occhio con chi cerca di sbarcare il lunario senza rispettare le regole per “necessità”. Ma pur chiudendo entrambi gli occhi, a Catania il problema è tangibile e la tensione aumenta. Una testimonianza dell’insofferenza tra “vicini di banchetto” è proprio la maxi rissa scoppiata a luglio tra ambulanti africani abusivi e venditori catanesi, in parte regolari. Cosa sta succedendo? Lo abbiamo chiesto al consigliere comunale di maggioranza Daniele Bottino, uno dei principarli interlocutori politici degli operatori ambulanti.

Il problema è innanzitutto sociale – ci spiega Bottino – gli sbarchi hanno aumentato la presenza di ambulanti stranieri, spesso senza permesso di soggiorno e con merce contraffatta. Non si può lasciar passare il messaggio che a Catania tutto sia lecito. D’altra parte, l’organico dei vigili urbani è insufficiente. Su 850 postazioni regolari, che con gli abusivi raddoppiano, è impossibile pensare che tre agenti riescano a controllare quotidianamente il mercato. Il sindaco Bianco si è impegnato a rendere meno gravosa una situazione molto difficile, sia annunciando un concorso per 40 vigili urbani sia mettendo al bando i primi 38 posti per ambulanti regolari. Secondo il censimento, infatti, ci sarebbero circa 100-150 postazioni libere da assegnare in altre aree della Fiera”.

Come evitare che le piaghe della “Fera O Luni” si riducano, da un lato e dall’altro, a slogan politici? “Bisogna intervenire sulla mentalità – conclude Bottino – non possiamo consentire l’abusivismo dilagante. Ho proposto un tavolo con le forze dell’ordine per attuare un piano di controllo interforze. Credo che si debba dare l’opportunità agli abusivi di regolarizzare le proprie posizioni ma con il pugno di ferro: a dettare le regole su dove e come autorizzare le postazioni deve essere il Comune di Catania”.

Dunque, una situazione sempre più tesa in tutta la zona. In Corso Sicilia, negli ultimi mesi, molti commercianti e abitanti sono sul piede di guerra per “una vergogna ingestibile – attacca l’avvocato Pietro Ivan Maravigna – abbiamo chiesto lo stato d’emergenza perché non ci rassegniamo a questo degrado”.

“I commercianti – continua il professionista catanese – sono massacrati dalle tasse e gravati da un senso di impotenza: non si tratta di razzismo, ma non si può nemmeno essere razzisti al contrario. La scorsa settimana c’è stato il blitz antiabusivismo, ma dopo cinque minuti le bancarelle erano nuovamente al loro posto. Non è accettabile: vogliamo la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario per affrontare la questione”.

E se indubbiamente le cause sono molteplici e complesse, questi sono gli effetti di quella che da un lato rischia di diventare una guerra tra poveri ma, dall’altro, è una legittima richiesta di ordine pubblico e qualità della vita. Cosa succederà adesso?

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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