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Abbronzatura, sfatiamo insieme altri falsi miti

Falsi miti sull’abbronzatura, li abbiamo davvero sfatati tutti?

Abbiamo già parlato di alcuni falsi miti sull’abbronzatura. Insieme alla Dottoressa Benessere Marika Artimagnella della Farmacia La Minerva di Catania abbiamo ulteriormente approfondito l’argomento cercando di rispondere ad altri vostri dubbi.

Ecco di seguito altri falsi miti altrettanto comuni sull’abbronzatura:

Se il cielo è nuvoloso non ci si scotta

Questo è assolutamente un falso mito perché non è vero che non ci si abbronza perché il 98% dei raggi UV filtra attraverso le nuvole. Anche se la giornata non è limpida e ci sono le nuvole che coprono il sole è necessario proteggere la pelle perché l’abbronzatura si ha anche se non vi è il sole e addirittura ci si può scottare.

Il sole fa bene all’acne

Questa è una mezza verità perché i raggi UV esercitano una leggera azione antinfiammatoria e possono attenuare l’untuosità della cute. L’abbronzatura regala poi alla pelle un colorito più uniforme così le imperfezioni della pelle diventano meno evidenti. Le scottature però possono peggiorare la situazione rendendo più attivi i meccanismi che regolano la comparsa di brufoli e punti neri. Inoltre, una volta terminate le vacanze estive, per la pelle grassa aumenta automaticamente la produzione di sebo. Anche in questo caso una buona protezione solare per il viso riduce questo problema. Bisogna però scegliere una crema protettiva poco oleosa e formulata per pelli impure per evitare di ostruire i pori della pelle.

Le lampade preparano la pelle alla tintarella

Anche questo è falso. Abbronzarsi con una lampada di un centro estetico non prepara la pelle al sole e non costituisce nemmeno un fattore di protezione. Sono ancora tante le persone convinte che per evitare di scottarsi sotto il sole sia necessaria un’abbronzatura di base creata appunto con le sedute di lampade. Molti pensano che una volta raggiunto un certo colore la pelle sia ormai protetta e non sia più necessario utilizzare delle creme solari. E tra i falsi miti questo è il più subdolo perché se è vero che la pelle non si arrossa più come i primi tempi però il danno che subisce a causa dei raggi solari continua e si può trasformare in rughe e invecchiamento precoce.

La mascherina protegge dai raggi solari?

Questo dubbio nasce ovviamente in seguito alla situazione di emergenza da Covid 19 che ci obbliga a indossare la mascherina protettiva. La risposta è dipende. Ci sono delle mascherine particolari che proteggono dai raggi in quanto realizzate in tessuti specifici. Queste stoffe hanno una trama molto fitta e offrono una determinata protezione dai raggi ultravioletti del sole. In Italia è stata recepita la norma europea EN secondo la quale un capo di abbigliamento può essere considerato anti UV se riporta un’etichetta con il simbolo di un sole giallo con il numero della norma e il numero del fattore protettivo misurato. Se la mascherina protettiva presenta questo simbolo allora non è necessario applicare la protezione solare sotto di essa. Tuttavia però non è facile trovare mascherine certificate anche per la protezione contro i raggi UV. Quelle in cotone lasciano filtrare i raggi mentre per quelle chirurgiche ci sono ancora un pò di dubbi in quanto create con materiale sintetico. Proprio per questa incertezza è consigliabile utilizzare sempre la protezione solare per evitare scottature e qualora desiderato ottenere un’abbronzatura perfetta senza danneggiare la pelle.

 

 

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