fbpx
Cronache

Proteste a Motta per la scarcerazione del Santone dei Dodici Apostoli

Sabato 1 settembre è avvenuta una grande protesta a Motta Sant’Anastasia dove vive il “Santone” della setta dei Dodici Apostoli.

«Con il santone in libertà, la setta degli orrori prova a riorganizzarsi. C’è poco da essere tranquilli. L’opera di persuasione continua sotto i nostri occhi. È ora di dire, in maniera chiara, che il nostro paese sta dalla parte delle vittime. Un sit-in, una manifestazione di solidarietà, un gesto di vicinanza. La magistratura farà il suo corso, con i suoi tempi, ma noi abbiamo un appuntamento impellente con le nostre coscienze, che non può essere rimandato»

È questo l’urlo di battaglia degli organizzatori della manifestazione, decisi a protestare contro la scarcerazione di Piero Capuana, la guida della comunità di Lavina che, secondo le accuse della Procura, avrebbe abusato di ragazzine di età compresa tra 13 e 15 anni, in alcuni casi anche con l’aiuto delle madri delle vittime.

Nella stessa indagine potrebbero essere coinvolte anche le tre donne considerate i pilastri dell’operato dell’ex banchiere: Katia Concetta Scarpignato, di 48 anni, Fabiola Raciti, di 56, e Rosaria Giuffrida, di 58.  I quattro, al momento, sono in stato di libertà.

La manifestazione

L’evento ha avuto luogo di fronte all’abitazione di Capuana, sita all’angolo tra via Olimpia e via Archimede, a Motta Sant’Anastasia.

Nel corso della protesta, alla quale hanno partecipato rappresentati di associazioni, cittadini e persone coinvolte nei presunti abusi, anche letture ed approfondimenti sul tema della violenza. Sul finire, inoltre, è stato riservato uno spazio per i pensieri di tutti coloro che hanno sentito il bisogno di intervenire.

Gli organizzatori hanno anche chiesto di indossare un indumento bianco come segno di solidarietà ed empatia alle vittime, e di lasciare sul posto un pensiero scritto su un foglio o cartellone.

La zona però non è solo luogo di residenza di Capuana, bensì di tutte gli altri membri della comunità. Infatti è stato esposto uno striscione, direttamente ad opera dei difensori del Santone con scritto  “Noi siamo per la giustizia” 

Questo gesto è stato commentato così da Danilo Festa, uno degli organizzatori: «Quello striscione ci faceva riflettere sul fatto che tante altre persone assoggettate continuano a credere alla favola della comunità di Lavina. L’elenco è lungo: insegnanti, dipendenti pubblici, professionisti, padri e madri di famiglia».

EG.

Tags
Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker