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CronacheNews

A.I.A. Acireale: elezioni falsate da un sistema di minacce?

Acireale – Una email anonima ha denunciato un sistema di intimidazioni e minacce che sarebbero avvenute all’interno della sezione acese dell’associazione nazionale arbitri. Una squadra di persone, capitanata da Rosario D’Anna (membro nazionale dell’associazione) avrebbe infatti in diversi modi intimorito i componenti della locale sezione con lo scopo di procurare voti e far vincere la tornata elettorale al candidato Giuseppe Raciti.

A quanto pare nulla avrebbe potuto la richiesta di aiuto fatta al presidente nazionale dall’altro candidato Massimiliano Velotto, visti i buoni rapporti tra il presidente stesso e il sopracitato D’Anna.

Giovedì 15 Settembre 2016 si è svolta la prima riunione tecnica dell’AIA (associazione italiana arbitri) di Acireale, contemporaneamente un anonimo vicino alla sezione ha inviato una mail di denuncia contenente conversazioni private tra i vertici della sezione acese a gran parte degli associati nazionali.

Cosa sta succedendo nella sezione acese?

Perché le e-mail anonime rischiano di far scoppiare uno scandalo?

La risposta è da cercare nella neo-elezione del presidente sezionale (colui che detiene il massimo potere a livello locale) che ha visto sfidarsi (lealmente?)  Massimiliano Velotto e Giuseppe Raciti.

Ad uscire vincitore dallo scontro elettorale è stato Raciti, con il risultato di 88 preferenze contro 80 (sezione quindi praticamente divisa in due).

Le parole del neo-presidente Raciti durante la prima assemblea plenaria della sezione sono state:

«Allenamento e regolamento sono il pane quotidiano per gli arbitri e tutto dipende da voi. Noi da soli non possiamo raggiungere nulla, ma tutti insieme sì. Dobbiamo essere un gruppo unito e compatto»

La credibilità e la correttezza del neo-presidente sembrano però messe a dura prova da quanto scritto nelle email fatte circolare anonimamente.

Raciti, con l’ausilio di altre figure della sezione acese (tra cui Rosario D’anna, componente del comitato nazionale) avrebbe intimorito e addirittura minacciato i giovani componenti della sezione per averne il consenso alle elezioni.

Un altro anonimo vicino alla sezione acese, che abbiamo incontrato per avere delucidazioni sul caso, ci ha confermato la veridicità del contenuto delle email e ci ha messo al corrente di quanto accaduto prima e dopo l’elezione di Raciti.

Come si può leggere nelle conversazioni, Raciti e i suoi uomini sembrano aver minacciato tramite “ritiro della tessera” numerosi giovani arbitri, altri sembrano essere stati incoraggiati a votare Raciti ricevendo come premio la promozione ad arbitrare in categorie superiori, un altro ancora sarebbe stato minacciato da alcuni professori amici del Raciti, di non superare l’anno scolastico, alcuni addirittura sarebbero stati aggrediti verbalmente e fisicamente.

La faccenda si sarebbe dunque svolta così: Rosario D’anna, componente nazionale, e dunque già uomo potente all’interno dell’associazione, per garantirsi il controllo della sezione acese avrebbe suggerito a Giuseppe Raciti (suo fiduciario) di presentare la sua candidatura, garantendogli tutto il suo appoggio.

I programmi di D’anna sarebbero però stati intralciati dall’imprevista candidatura di Velotto, uomo ben visto dai ragazzi dell’associazione.

Quando D’anna e Raciti hanno quindi preso coscienza del pericolo rappresentato da Velotto sarebbero passati all’azione, cercando in tutti i modi di ottenere consensi.

Ma non è tutto, il losco giro di preferenze sarebbe  andato oltre i confini della sezione acese, chiamando in causa addirittura Marcello Nicchi, presidente nazionale!

Velotto, avrebbe infatti intuito le possibili scorrettezze di D’anna e Raciti e per tempo avrebbe comunicato la sua intenzione di candidarsi alla presidenza della sezione acese direttamente al presidente nazionale, il quale, amico e collaboratore di D’anna gli avrebbe suggerito di discutere la sua candidatura direttamente con quest’ultimo.

A quanto pare, ad elezioni compiute e dopo il giro fatto dalla email anonima che ha denunciato l’accaduto, lo stesso Nicchi, per non giocarsi anche lui la faccia avrebbe consigliato al suo uomo ( D’anna) di ritirare la sua ri-candidatura al livello nazionale.

Oggi, ci dice il nostro uomo, all’alba dell’era Raciti sono state cambiate le serrature alle sede della sezione, 30 degli 80 “fedeli” del candidato Velotto sono stati buttati fuori dall’associazione, altri sembrano essere stati segnalati alla procura arbitrale per futili motivi, insomma D’anna e il suo team si starebbero liberando di quanti non hanno appoggiato il suo progetto.

Dopo il giro fatto dalle email anonime non è arrivato nessun messaggio di smentita, ne dalla sezione acese, ne dal neo-presidente Raciti, molti sanno ma nessuno parla.

 

Di seguito le email inviate anonimamente

A tutti i seguenti destinatari:
Presidente Aia
VicePresidente AIA
Segretario AIA
Componenti comitato nazionale
Presidenti Cra
Presidenti Sezioni AIA
Procura federale
Procura arbitrale nazionale
Procura arbitrale regionale
Comitato dei garanti
Associati Sezione AIA di Acireale

La presente mail ha lo scopo di informare tutti i destinatari di come, in
occasione delle ultime elezioni del presidente della sezione AIA di
Acireale,  sia stato totalmente disatteso il codice etico da parte del
componente del comitato nazionale Rosario D’Anna e dei suoi più stretti
collaboratori (Salvatore Marano Componente CanD, Rodolfo Puglisi
Coordinatore per la Macroregione Sud della rivista “L Arbitro” ed
osservatore in Can D , Giuseppe Raciti attuale presidente della sezione di
Acireale e gli osservatori  Can D  Orazio Fichera , Giovanni Greco, Nunzio
Manusè e Mario MasciminoGiuseppe Bella attuale vicepresidente della
sezione AIA di Acireale, Mariano Previtera ex arbitro ed osservatore CAN
5).
L’invito accorato  e’ di leggere attentamente,tramite outlook, le mail con
relativi allegati intercorse tra i suddetti al fine di comprendere a fondo
il reale spessore delle persone e del clima che hanno artatamente creato
con lo scopo di fare eleggere il candidato imposto agli associati. Ancor
piu grave risulta quanto si può  leggere nelle mail successive alle
elezioni nelle quali si fanno nomi, ed elenchi con affianco casella
riservata alla data di dismissione di quegli associati che presuntivamente
avrebbero espresso una preferenza diversa da quella imposta.
Olocausto,  “erano ottanta erano giovani e forti e sono tutti morti”,
giuda, i 40 martiri, latrinaro, mafiosi, sono alcuni dei termini
utilizzati dai soggetti in questione e lasciano capire a chi legge che
tipo di accanimento si è venuto a creare nei confronti di chi non si è
allineato e schierato dalla loro parte.
Tali comportamenti sono assolutamente contrari, non solo alle regole della
civile convivenza e del rispetto tra persone, ma soprattutto ai dettami ed
ai principi che l’associazione italiana arbitri si propone di divulgare.

Al fine di semplificare e comprendere meglio il contenuto delle mail, di
seguito vengono riportati alcuni passaggi che più di altri testimoniano
quanto sopra evidenziato:

 

Mail dal 28 al 30 Giugno 2016  :
–    “Tranquilli, a stare sul pezzo ci sono io e penso che stavolta basti ed
avanzi proprio per evitare una…seconda elezione presidenziale a Gennaio
2017. A buon intenditor, poche parole” cfr. Rosario D’Anna.

–    “ESIGO la testa di Basile Rosario su un vassoio di latta” cfr. Rodolfo
Puglisi

–    “ Mi vedo partecipe e in linea su quanto espresso da Voi. Su una cosa
dobbiamo essere determinati: bisogna eliminare le mele marce che sono
state menzionate nella a-mail da Saro e dagli altri” cfr. Salvatore Marano

–    “Abbiamo tutti le idee chiare sul fatto che è improcrastinabile una
netta operazione di “SPENDING REVIEW ARBITRALE” cfr. Orazio Fichera

( Interpretabile come l’invito a tagliare e licenziare gran parte degli arbitri della federazione. )

–    “Sul passato, desidero ribadirti il concetto che, oltre agli anziani
cattivi, gente cosiddetta “giovane” come Terranova, Marino (zio e nipote)
i cari Fanciullo e Pira, Laabadi, Motta, Drago, Castiglione, Raneri, Leonardi, Furnari e tanti altri (per esempio) che hanno già dai 22 ai 25 anni ed oltre e che si sono lasciati trasportare dalla cattiveria
ed ignoranza di Gano e soci, ritenendosi erroneamente innocenti (vedi i commenti su Facebook), saranno ben presto solo un ricordo “amaro” per questa Sezione e nulla più. Saranno
soltanto “salvati” coloro che vanno dai 18 ai 20, con uno o due al massimo
di anzianità di tessera e realmente riconosciuti incapaci di intendere e
volere.” Cfr. Rosario D’Anna

( Gano: Riferimento al personaggio di Gano di Magonza che tradì Carlo Magno e i suoi paladini. Identificabile con la persona di Olindo Ausino, presidente uscente)

Mail del 13 Giugno 2016  :
–    “Insomma, per non più litigare, facciamo n.100 tondi traditori e siamo a
posto.Saremo un giorno perdonati per le n. 20 vittime innocenti…” cfr.
Rosario D’Anna

Mail del 12 Maggio 2016  :
Rosario D’Anna trasmette RISERVATAMENTE ai suoi sodali una mail del
presidente nazionale indirizzata ad un associato
Mail del 25 Maggio 2016  :
–    “Inoltre, già ad alcuni ragazzi presenti ho fatto intendere chiaramente
che forse è meglio non farsi vedere in Sezione il giorno dell’Assemblea e
– ripeto – questa deve essere la linea comune da adottare nei confronti di
chi notiamo ancora incerto, titubante o riteniamo falso e soprattutto nei
confronti di coloro che hanno firmato la lista Fagotto e sembrano volerci
assicurare sul loro cambiamento di rotta. Ebbene, non debbono presenziare
all’Assemblea, senza se e senza ma. E solo in questo caso li considererò
dalla nostra parte. Punto.” Cfr. Rosario D’Anna

Mail del 01 Giugno 2016  :
–    “Insomma, le telefonate che oggi comincerò a fare riguardano intanto
tutti gli anziani che reputo fedelmente con noi, mentre poi mi dedicherò a
quelli giovani che Voi mi indicherete titubanti e che una mia telefonata
potrebbe salvare loro la vita, come il famoso spot di alcuni anni
addietro” cfr. Rosario D’Anna

 

Mail del 11 maggio 2016

La lettera che il presidente nazionale Marcello Nicchi ha inviato, in risposta a Velotto che gli annunciava la propria candidatura.

Caro Massimiliano,

premesso che è sempre un piacere sentirTi o leggerTi, sono a rispondere al sms

che mi hai inviato il 10 Maggio, di questo tenore :

” Caro Marcello con il presente sono a comunicarti I’ufficialità della mia candidatura

a Presidente della Sezione di Acireale ! Scusami se non ti chiamo ma ho sempre

timore di disturbarti ! Vorrei gentilmente chiederti di suggerire a Saro Danna di

svolgere attraverso i suoi più stretti collaboratori una campagna elettorale pro-

Raciti in maniera leale e corretta quella lealtà e correttezza che contraddistinguono

gli uomini della nostra Associazione e dentro i quali mi riconosco e riconosco te

come nostro massimo rappresentante ! Ti saluto cordialmente con la speranza di

vederti molto presto !! un abbraccio sincero ! Max Velotto “

   Massimo,

a prescindere dal fatto che con l’indizione dell’Assemblea elettiva, ogni Associato è

legittimato a svolgere una leale campagna elettorale nella propria Sezione. Il garbo

avrebbe voluto che in una Sezione che Ti ha accolto e dove è presente un

componente del CN, avessi condiviso la candidatura con Lui, visto che Ti rapporti a

me che sono il Presidente di quel CN. Sono invece dispiaciuto che con il Tuo sopra

esposto, cogli l’occasione di comunicarmi larvatamente qualcosa di scorretto che

stanno svolgendo i colleghi vicini a D’Anna al di là di eventuali accordi raggiunti o

raggiungibili all’interno del Consiglio Direttivo Sezionale. Ciò posto, ognuno è

responsabile e risponde delle Sue azioni e scelte. Ad ogni possibile candidato i

migliori Auguri di successo da parte mia.

     Ti saluto e abbraccio con la conclamata amicizia di sempre.

 Marcello NICCHI

 

Di seguito, una mail mandata da D’Anna ai suoi collaboratori, nella quale spiega il modo di agire nei confronti di collaboratori considerati fedeli:

Infatti, non ci basta la loro preferenza “verbale”, ma debbono assolutamente venire e per quel giorno non debbono assentarsi Assolutamente, visto che poi non qli rompiamo le scatole e, dunque, possono così cambiare in tempo orari di lavoro, viaggi e quant’altro. Quindi, almeno in questa decisiva occasione debbono mettere da parte eventuali impegni di qualsiasi natura, che non siano per gravissimi motivi di salute. Personalmente non dimenticherò gli assenti (una volta li segnavo e li mettevo in evidenza nella stanza del Presidente), visto che non serve a nulla avere la loro preferenza se poi non venqono a votarci, mica poi aspetteremo altri 4 anni per verificare la loro fedeltà una seconda volta.

Insomma, chi non viene senza una validissima motivazione può anche starsene a casa per sempre, perché sarà poi valutalo alla stregua di un associato contrario alla nostra causa.

Oggi, mai come in questo particolare momento, in cui siamo vigliaccamente attaccati da persone che hanno calpestato la nostra amicizia e fiducia, dobbiamo essere presenti e decisi per salvare I’onore e la Sezione.

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