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A Catania nasce l’Anti_Covid-Lab per testare tessuti per mascherine e DPI

L’Università degli Studi di Catania e i Laboratori Nazionali del Sud (LNS) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare hanno messo a punto il laboratorio “ANTI_COVID-LAB”.

Un laboratorio per la verifica delle qualità funzionali di tessuti destinati alla realizzazione di mascherine ed altri DPI per la prevenzione del contagio nell’emergenza COVID-19. Qui sarà possibile effettuare assistenza tecnico-scientifica alle aziende che potranno richiedere di testare tessuti per realizzare mascherine e altri dispositivi medici secondo gli standard previsti dalle normative vigenti.

Il laboratorio “ANTI_COVID-LAB” è collocato all’interno del centro servizi BRIT (Bio- nanotech Research and Innovation Tower) dell’Università di Catania.

I ricercatori dell’Università di Catania e del LNS stanno continuando a lavorare per
arricchire e migliorare i servizi offerti alle aziende del territorio.

«Sono davvero impressionato dall’impegno con il quale il personale docente e tecnicoamministrativo del nostro Ateneo sta affrontando l’emergenza COVID. Si tratta di un esempio di interdisciplinarietà in cui l’ingegneria, la chimica, la fisica e la microbiologia collaborano per raggiungere in tempi rapidi un importante traguardo di interesse per la comunità. La vicinanza con l’INFN è  la chiave per fare massa critica nel territorio e portare a termine una ricerca mirata nel settore della certificazione dei tessuti per dispositivi di protezione individuale», dichiara soddisfatto il rettore Priolo.

«In questo momento di crisi il nostro primo pensiero e le nostre priorità vanno alla salute delle persone,” commenta Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, “per questo motivo l’INFN insieme all’Università di Catania si sono mossi da subito per predisporre un laboratorio congiunto anticovid che permettesse di dare un contributo nel fronteggiare
l’emergenza sanitaria. Siamo molto orgogliosi della risposta della nostra comunità che in tempi strettissimi e in una situazione molto complicata è riuscita a rendere operativa questa iniziativa», conclude Zoccoli.

«Abbiamo saputo fare sistema e stiamo dando il nostro contributo in questa emergenza.  Ci siamo attivati per identificare le problematiche principali connesse alla realizzazione di mascherine chirurgiche. Il ruolo che l’Università di Catania con le sue competenze e tecnologie avrebbe potuto avere per rendersi utile e dare il proprio contributo a questa emergenza», dichiara il prof. Salvatore Baglio che si è occupato di coordinare l’iniziativa.

«Abbiamo trovato la risposta entusiastica ed efficientissima dei LNS facendo sistema e riuscendo a mettere a punto l’attrezzatura e la procedure di misura in tempi rapidissimi. Oltre che ai colleghi dei Laboratori Nazionali del Sud, il riconoscimento va dato al prof. Nunzio Tuccitto (Chimica), al dott. Stefano Stracquadanio (microbiologia) ed alla prof.ssa Stefania Stefani (microbiologia) e ai tecnici del BRIT», conclude Baglio.

Descrizione di test e analisi eseguibili presso l’ANTI_COVID-LAB

Caratterizzazione dei materiali, in particolare per le indagini di bagnabilità dei tessuti necessarie per la valutazione della natura idrofobica/idrofilica per mezzo del metodo di misura della goccia sessile con strumento ottico munito di dosaggio automatico di due liquidi test per la determinazione simultanea di angolo di contatto ed energia libera
superficiale.

Analisi morfologica dei materiali su scala micrometrica e sub micrometrica, ove richiesto, per mezzo di metodologie di microscopia a scansione elettronica (SEM).

Campionamento di aerosol con sistema di test a” impattore a cascata multi stadio” per applicazione della normativa sui requisiti per maschere facciali ad uso medico destinate a limitare la trasmissione di agenti infettivi tra pazienti e personale clinico durante gli interventi chirurgici e altri contesti medici con requisiti simili (EN-14683:2019). Il sistema di test impiegato all’ANTI_COVID-LAB consente di eseguire campionamenti microbiologici di
batteri e funghi attraverso l’utilizzo di un impattore inerziale ed un sistema di aspirazione d’aria controllato che simula il normale processo di respirazione.

L’aerosol prodotto contenente una quantità standardizzata di batteri è aspirato dal sistema e fatto passare
attraverso il tessuto da caratterizzare consentendo così nell’impattore di misurare la proprietà batterio filtrante del tessuto in esame.

Il sistema di caratterizzazione nasce grazie ad una collaborazione multidisciplinare (ingegneria, chimica, fisica, microbiologia) tra l’Università di Catania e i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN.

Nell’attesa di mettere a punto le procedure formali per l’accesso al servizio offerto, le aziende interessate sono invitate a contattare il Delegato alla Ricerca dell’Università di Catania, prof. Salvatore Baglio, tramite email [email protected]

E.G.

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Redazione

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