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Omicidio di Palagonia, arrestato grazie a segnalazioni anonime

Non è ancora confermata l'ipotesi di un regolamento di conti

I carabinieri del Comando Provinciale di Catania non hanno dubbi: a uccidere Francesco Calcagno, lo scorso 23 agosto nella sua casa di campagna a Palagonia, sarebbe stato l’operaio 49enne Luigi Cassaro. Sin dalle ore successive all’omicidio, si vociferava in paese che si trattasse di un regolamento di conti. Cioè, del prezzo da pagare per l’omicidio del consigliere comunale 55enne Marco Leonardo, avvenuto ad ottobre scorso nel Caffè Europa di Palagonia.

Un’ipotesi non ancora confermata dalle indagini che non escludono nemmeno la pista dei dissapori personali. Certo è che Francesco Calcagno era accusato dell’assassinio di Leonardo e, dopo aver scontato un periodo di reclusione sia in carcere che ai domiciliari, era ritornato in libertà ad aprile in attesa del processo che si sarebbe dovuto svolgere a breve. Ma in aula, quella di Calcagno rimarrà una sedia vuota.

Sono le 8.30 circa del 23 agosto quando, in un fondo agricolo di sua proprietà, la vittima viene freddata da alcuni colpi di arma da fuoco. Dalle videocamere di sorveglianza, si distingue nitidamente il volto del killer. È per questo che il 29 agosto gli inquirenti diffondono tramite la stampa alcune sequenze del video.

“Con stupore e soddisfazione, – spiega il Procuratore della Repubblica di Caltagirone Giuseppe Verzera – abbiamo ricevuto diverse segnalazioni sull’identità di Cassaro da Licata, Palagonia e Riesi“. Tutte segnalazioni anonime che, verificate e approfondite, hanno condotto al pregiudicato oggi recluso a Piazza Lanza. “Finalmente le coscienze sociali – continua il Procuratore – si sono mosse a favore della legalità rompendo il muro di omertà. Gli accertamenti adesso cercheranno di ricostruire se ci sono mandanti”.

A incastrare Cassaro sarebbero le analisi tecnico-scientifiche effettuate dai Ris di Messina. Infatti, proprio a lui corrisponderebbe il DNA prelevato dal cappellino ritrovato sul luogo del delitto. Chiuso in un ostinato mutismo sin dall’arresto, “Cassaro aveva già lavorato come operaio a Palagonia e dalle immagini di videosorveglianza dimostra di tenere una posizione da tiro militare e di saper maneggiare molto bene un’arma da fuoco” ha continuato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Catania Francesco Gargaro. Adesso gli inquirenti cercheranno di far luce sui collegamenti con la criminalità organizzata di Licata in quanto “Cassaro non risulta farne parte ma potrebbe essere contiguo”.

Le indagini proseguiranno ma oggi i veri protagonisti del plauso collettivo, insieme agli inquirenti, sono loro: i cittadini che hanno collaborato.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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