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Parla uno dei sopravvissuti: “Eravamo in 950 di cui 50 bambini e 200 donne”

Il barcone che si è rovesciato stanotte nelle acque del canale di Sicilia sarebbe partito dall’Egitto e avrebbe poi caricato i migranti sulle coste della Libia nord occidentale, vicino alla città di Zuara. E’ quanto apprende l’ANSA. A bordo vi sarebbero stati tra i 700 e i 950 migranti. Un mercantile dirottato nella zona ha recuperato 28 superstiti. Un’imponente operazione di soccorso è tuttora in corso: coordinata dalla Guardia Costiera, partecipano unità navali e aeree della stessa Guardia costiera, mercantili che sono stati dirottati in zona, e inoltre mezzi aerei e navali della marina militare e della guardia di finanza impegnati nell’operazione Triton dell’agenzia Frontex.

Ci sarebbe anche un ragazzino tra i 10 e i 15 anni tra le vittime del naufragio che sono state recuperate dai soccorritori. “E’ stato uno dei primi che abbiamo recuperato – raccontano alcuni di loro – era a faccia in giù in una chiazza di nafta”

La testimonianza di uno dei sopravvissuti

A bordo eravamo 950, c’erano 40-50 bambini e circa 200 donne. Molti migranti sono stati chiusi nei livelli inferiori della barca. Alla partenza, i trafficanti hanno chiuso i portelloni impedendogli di uscire

 

Resta confermato dalla Guardia Costiera, alle 17.10 di oggi, il bilancio del naufragio avvenuto nelle acque libiche. “Al momento – si legge in una nota – le 28 persone tratte in salvo sono a bordo di nave Gregoretti insieme alle 24 salme recuperate in mare. “Proseguono le ricerche nella zona – riferisce la Guardia Costiera – attraverso un consistente assetto aeronavale coordinato dal Centro nazionale di soccorso” della stessa Guardia costiera.

mappa costeContro le tragedie di immigrati in mare serve un’operazione “Mare Nostrum europea. La chiediamo da oltre un anno e non c’è stata risposta”. Lo ha detto Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr, intervistata da SkyTg24, sul naufragio nel Canale di Sicilia nel quale si temono 950 morti.

La ricostruzione – Dal peschereccio, secondo le prime informazioni, era stata lanciata ieri una richiesta di aiuto al centro nazionale soccorso della Guardia Costiera poiché era stato riferito che l’unità con circa 950 migranti a bordo, aveva difficoltà di navigazione.

LE PRIME IMMAGINI

La sala operativa del Comando generale delle Capitanerie di porto ha dirottato un mercantile portoghese, che giunto in prossimità del mezzo in difficoltà, ha visto il peschereccio capovolgersi. Sono iniziate frenetiche operazioni di soccorso che hanno consentito di recuperare 28 persone finite in mare.

E’ verosimile, secondo quanto si è appreso, che, alla vista del mercantile, i migranti si siano portati tutti su un lato del peschereccio, facendolo capovolgere. Nella zona sono stati dirottati numerosi altri mezzi che sono ora impegnati nelle ricerche di eventuali altri superstiti.

king jacob“L’Associazione Avvocati Dei Diritti Umani Adduma, apprendendo della ennesima strage nel Mediterraneo, ribadisce la necessità di aprire canali straordinari di accesso in Europa. Non possiamo indignarci per la morte di quattro vignettisti satirici e restare indifferenti o peggio esultare per la carneficina quasi quotidiana nel Mediterraneo”. Si legge in una nota a firma del Presidente, l’avvocato Giorgio Bisagna. “Procedure di riconoscimento della Protezione Internazionale, Sospensione del Regolamento Dublino ed accoglienza distribuita in tutta Europa sono misure necessarie anche al fine di un efficace monitoraggio di questi nuovi flussi – dice – La vita umana non può essere un valore solo se si è Charlie”.

I 28 superstiti del naufragio avvenuto la scorsa notte in acque libiche, con un bilancio presunto di circa 950 morti, sono a bordo di quattro navi: 22 sono sulla motonave “King Jacob”, con bandiera portoghese, che – secondo una prima ricostruzione – avrebbe assistito al capovolgimento del barcone, due sono a bordo di nave Gregoretti (della Guardia Costiera), due sono su un altro mercantile. Gli ultimi due, infine, sono su una nave militare impegnata nei soccorsi.

Matteo Iannitti di Catania Bene Comune:

I migranti morti nel Canale di Sicilia arriveranno in nottata, insieme ai pochi superstiti, al Porto di Catania. Domani mattina, lunedì 20 aprile, alle ore 8 presidio antirazzista al Porto di Catania. Mercoledì 22 aprile alle ore 18 da piazza Stesicoro a Catania manifestazione contro le stragi di migranti, per il diritto d’asilo europeo, per l’istituzione di canali umanitari. Basta morti nel Mediterraneo, basta leggi razziste

On. Nello Musumeci presidente commissione antimafia:

A largo della Sicilia l’ennesima mattanza. E il premier dice: non rimanere indifferenti. Ma cosa vuol dire non rimanere indifferenti? Vuol dire che il governo triplicherà le navi militari che pattugliano le coste? Vuol dire che avvierà un ponte aereo per rimpatriare chi sbarca? No. Non vuol dire proprio nulla. Se non che il governo sceglie la retorica dell’accoglienza, che é concausa di questa mattanza. I mercanti di uomini sono veri e propri assassini. Ma il governo non ha alcuna autorevolezza in un’Europa che se ne frega altamente del suo sud. Il Mediterraneo é in balia di pirati e trafficanti… e noi rispondiamo con la fionda.

 

On. Salvo Pogliese eurodeputato Forza Italia:

Sì al blocco navale per fermare non più i viaggi della speranza ma sempre più viaggi della morte. L’Europa, e soprattutto l’Italia, non possono più addossarsi flussi così ingenti di migranti, uomini, donne, bambini alla mercé di mercanti macellai. Bisogna agire soprattutto a monte. L’Europa, le organizzazioni umanitarie internazionali, devono trovare il modo di intervenire direttamente nei campi profughi dei paesi nordafricani al fine di attivare, già alla base, le procedure dei richiedenti asilo (da dividere in quota parte tra i paesi) così da evitare che questi diventino solo carne umana per le organizzazioni criminali che gestiscono le traversate

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Redazione

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