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6 Nazioni, un’Italia remissiva cade in Scozia

EDIMBURGO (Scozia). Esordio deludente della Nazionale nel 6 Nazioni di Rugby: 70 minuti in balia della Scozia. Quando si sveglia, è ormai troppo tardi. Tre mete negli ultimi dieci minuti basteranno ad alimentare le nostre già flebili speranze?

Una cornice romantica per il nostro Capitano

L’Italia si presenta ai nastri di partenza del 6 Nazioni 2019 di Rugby celebrando il proprio capitano, Sergio Parisse. Il nostro numero 8 entra di diritto nella storia del torneo con il record di presenze, ben 66. A lui, inoltre, l’onore di presentare i compagni alla principessa Anna d’Inghilterra, scesa in campo ad omaggiare in contendenti.

Le emozioni del pre-gara continuano con la suggestiva esecuzione dell’Inno scozzese, intonato con l’immancabile cornamusa da un musicista appostato sul tetto dello stadio di Murrayfield. Anche in
questo il Rugby ha molto da insegnare.

Discreto inizio, buona difesa, quasi inesistenti in attacco

Partenza bruciante degli Scozzesi, che fanno subito capire agli Azzurri quale sarà l’andazzo del match. Dopo soli 170 secondi, è il TMO a salvarci dalla prima meta dei padroni di casa.

Quando ci affacciamo per la prima volta dall’altra parte, conquistiamo un calcio di punizione, puntualmente trasformato da Tommaso Allan. Il vantaggio dura appena tre minuti: perdiamo palla in una zona pericolosa, magia di Russell (il migliore dei suoi), che di traverso serve di piede sulla sinistra Kinghorn, libero di involarsi oltre la linea di meta.

Per nostra fortuna, Laidlaw non trasforma, così rimaniamo sul 5-3. La difesa regge più che bene, ma – come in passato – ci facciamo male da soli con gravi disattenzioni individuali. Al 20’, Castello perde malamente palla a pochi metri dal fondo.
Dalla mischia gli Scozzesi escono veloci, i nostri chiudono bene con i placcaggi, ma l’ovale arriva ancora verso Kinghorn, libero di schiacciare indisturbato. Laidlaw questa volta trasforma, portando i suoi sul 12-3.
Al 27’, McKinley subentra temporaneamente ad Allan, infortunato.

Segue un periodo statico dell’incontro. Si gioca per lo più nella nostra metà campo, con un imbarazzante 2% in area scozzese.
Intanto, le cornamuse allietano il pubblico e accompagnano i passi dei contendenti – ben altra storia rispetto alle insopportabili vuvuzelas di sudafricana memoria, o ai petardi di matrice nostrana.

La prima frazione si conclude con un salvataggio di Parisse, che ci manda al riposo sul meno 9.

Un crollo lento, ma inesorabile

La ripresa ripropone lo stesso copione, con folate continue degli Scozzesi, sempre arginate dal muro azzurro, ancora all’altezza. L’Italia, però, soffre in mediana, a causa degli infortuni e dell’influenza.

Al 47’, azione mostruosa di Seymour, che buca al centro la difesa. Parisse rientra all’interno e lo ferma, ma con un altro sontuoso tocco di piede Russell lancia Hogg, che schiaccia in modo discutibile. Laidlaw converte, segnando il 19-3 che ci allontana dagli avversari.
Lampo azzurro di Palazzani, che si invola sulla destra, fermato sul più bello da Wilson. Il passaggio dietro è sfortunato, perché l’ovale rimbalza malamente, finendo in avanti.

La Scozia torna a macinare gioco, con una tattica molto varia, che ci sorprende, costringendoci ancora a sbagliare.

Al 55’, dopo una fitta serie di passaggi, è ancora Kinghorn a colpire (tripletta per lui), sempre al posto giusto nel momento sbagliato per noi. Con la quarta meta, la Scozia raggiunge il punto di bonus, ma non per questo si placa. Nuova avanzata di Hogg, a tratti immarcabile, e nuova meta, questa volta di Harris che porta i bianco-blu sul 33-3.

Nel finale l’Italia si desta!

A questo punto, qualcosa scuote gli animi degli Azzurri, indomiti nella terra di Braveheart.

Gli avversari sono molto fallosi, ma loro non si accontentano di un calcio di punizione. Vogliono la meta ad ogni costo, almeno una! Cominciamo a tenere più l’ovale, col risultato di far male agli Scozzesi, spiazzati dal nostro orgoglio. Con un’azione di forza, costringiamo Berghan a un fallo grave prossimi alla linea di meta. L’ammonizione del numero 18 bianco-blu ci vale dieci minuti di superiorità numerica, che sfruttiamo subito, giocando velocemente la palla e colpendo con Guglielmo Palazzani.
Allan trasforma (33-10), poi lascia definitivamente il campo per McKinley.

Passano solo cinque minuti e andiamo ancora in meta con una grande giocata di Tuivaiti, che smarca il neoentrato Edoardo Padovani. McKinley fallisce la trasformazione, lasciandoci sul 33-15.

Tre minuti dopo, la terza insperata meta, che vede ancora protagonista Jimmy Tuivaiti. L’oriundo vede Campagnaro, che serve Angelo Esposito, libero di segnare. Lo stesso Esposito sbaglia la conversione in modo imbarazzante, colpendo il palo.

Troppa differenza, ma grande rammarico

Finisce così, 33-20. Una meta in più ci sarebbe valsa ben due punti di bonus, per numero di mete e per differenza punti inferiore a 7. Ci accontentiamo di questa splendida reazione, per quanto tardiva, seppur contro un avversario con un uomo in meno e ampiamente in vantaggio.

Paghiamo ancora il differenziale tecnico contro avversari di ben altra scuola, oltre ai soliti errori individuali, che
puniscono eccessivamente gli sforzi della squadra. Grave l’inefficacia in attacco dei primi 70 minuti.
Il numero delle sconfitte consecutive nel torneo sale così a 18, con il concreto timore di un ulteriore peggioramento.

L’ultima nostra affermazione nel 2015, proprio qui in Scozia.

Grande il rammarico del capitano Parisse, che riconosce il grave errore di aver concesso troppo campo agli avversari. Le tre mete nel finale si delineano come un rimpianto per aver giocato poco la palla, con un atteggiamento remissivo non all’altezza della situazione.
Sia Parisse che Lovatti lamentano l’arbitraggio poco favorevole, troppo permissivo con gli Scozzesi, spesso fallosi.

Grande recupero del Galles in Francia. L’Inghilterra passa in Irlanda.

Negli altri due impegni di giornata, a Parigi un sorprendente Galles rimonta la Francia da 16-0. I rossi forniscono una prova superlativa nella ripresa, sfruttando due gravissime imprecisioni difensive dei galletti, che sbagliano pure qualche calcio di punizione di troppo.

Il 19-24 finale rilancia le quotazioni del Galles, mentre rimanda la Francia, segno che la clamorosa sconfitta con le Isole Fiji non è stata proprio un caso.

Chiude il quadro la clamorosa vittoria della rediviva Inghilterra in terra d’Irlanda per 20-32. Gara
sontuosa dei leoni inglesi, freschi di vittoria contro gli All Blacks.
Gli Irlandesi – campioni in carica e tra i favoriti per il prossimo Mondiale di ottobre – vedono ridimensionate le proprie aspettative.
La Classifica vede in testa Inghilterra e Scozia con 5 punti, uno in più del Galles per il bonus delle 4 met. La Francia prende un punto di bonus per scarto inferiore a 7 punti. Chiudono Irlanda e Italia con 0.

Prossimo turno: sabato 9 febbraio, Scozia – Irlanda (ore 15:15) e Italia – Galles (ore 17:45);
domenica 10, Inghilterra – Francia (ore 16).

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