Sport

6 Nazioni, buona prestazione dell’Italia ma non basta contro il Galles

Nella seconda giornata del 6 Nazioni, prestazione nel complesso soddisfacente degli Azzurri contro un Galles lento e tutto sommato arginabile. Due mete, ottima linea difensiva, coraggio di affrontare l’avversario a viso aperto. L’Italia cade 15-26, ma il pubblico esce soddisfatto dall’Olimpico.

Ottima difesa, poca disciplina

All’Olimpico di Roma l’Italia ospita il Galles, fresco di vittoria in rimonta in quel di Parigi. L’avversario è più che ostico, ma gli Azzurri promettono battaglia, per dimostrare ai propri tifosi che ci sono e meritano il loro affetto. L’inizio però è tutt’altro che incoraggiante: dopo soli 30 secondi, Ghilardini concede un calcio di punizione al centro della nostra area. Facile trasformazione di Dan Biggar e siamo subito sotto 0-3. Qui si vede tutto il carattere dei nostri, che non mollano la presa, ma giocano come se nulla fosse accaduto, concentrati sul comune obiettivo. A spiccare è il muro azzurro, impenetrabile, in grado di arginare ogni folata gallese con numerosi placcaggi. Non benissimo la fase offensiva, dove perdiamo palla per eccessiva frenesia.

Sono sempre degli errori individuali a fare la differenza. Al 13′, dopo aver gestito bene una mischia ordinata, l’ovale rimane ingarbugliato tra i piedi dei giocatori, impedendo a Palazzani di smistarlo. Ne consegue una nuova mischia, dalla quale scaturisce un’altra punizione, sempre da posizione favorevole: Biggar marca ancora per lo 0-6. Gli Azzurri rispondono in modo timido, sbagliando anche in fase di impostazione. Al 17′, brutta palla di Palazzani intercettata dai biancorossi; contropiede rapidissimo e terzo calcio in loro favore, stavolta per fuorigioco della nostra linea. Terzo centro per Biggar, 0-9.

Scampoli offensivi al 21′, quando da una touche avanziamo di forza. Gli ospiti riconquistano l’ovale due volte, sempre spingendoci lateralmente e ottenendo il turn over. Loro provano a forzare, ma la difesa c’è e non concede opportunità di meta. Palla da una parte all’altra del campo, finché non è ancora una segnalazione disciplinare a farci male. Quarto calcio di Biggar e dodicesimo punto gallese.

Il carattere degli Azzurri, mai domi

Alla mezzora cresce l’intensità del forcing azzurro. Da un buon rinvio di Palazzani, nel contro-rilancio Adams svirgola. Palla recuperata da Esposito, avanzamento disordinato, che ci frutta però un calcio di punizione. Con coraggio i nostri non provano a marcare i primi tre punti, ma vanno per il bersaglio grosso. Dalla touche ovale in cassaforte, Parisse tiene, carichiamo con impeto e convinzione, finché Abraham Steyn sfonda oltre la linea di meta. Trasformazione di Tommaso Allan, 7-12.

Nuova grande difesa, sempre più resistente. Gli avversari peccano in disciplina. Iniziato il recupero, abbiamo un’occasione per accorciare le distanze, per un brutto fallo su Negri. Allan dalla distanza però becca il palo. Un po’ di fortuna ogni tanto non guasterebbe. Si chiude così la prima frazione, con 118 placcaggi e nemmeno una meta concessa.

Due mete che fanno male

L’Italia parte insolitamente bene, conquistando una punizione per abbattimento del nostro raggruppamento. Questa volta Allan centra i pali da posizione favorevole, portando i suoi a meno 2 (10-12). Il pubblico dell’Olimpico ci crede e fa sentire la sua voce e il suo calore. In curva, una banda di ottoni intona ‘O surdato ‘nnammurato, cantata da tutti gli spettatori. Entusiasmo genuino di marca rugbystica.

Ancora super difesa azzurra, con Steyn – il migliore dei nostri – che strappa l’ovale ai gallesi a pochi metri dal fondo. Di nuovo l’italo-sudafricano ruba palla da una touche. Intanto, sostituzione momentanea per Allan per infortunio. La manovra gallese è lenta, la compattezza del nostro muro tiene bene, ricacciandoli sempre indietro. Al 53′ cadiamo. Perdiamo palla in avanti su una touche; il Galles costruisce un’azione velocissima da destra a sinistra, fino a mettere Josh Adams nelle condizioni di marcare. Biggar, neanche a dirlo, trasforma, per poi lasciare il campo sul 10-19.

Ci salviamo dieci minuti dopo. A pochi metri dalla nostra linea di meta, Hayward scivola sulla palla e se la fa sfuggire di mano; accorrono di gran carriera Adams e Davies, ostacolandosi a vicenda e commettendo un in avanti. È solo il preludio alla seconda meta gallese: al 70′, touche dalla destra, ovale smistato di forza verso il centro, pallonetto delicato del neoentrato Anscombe in uno spazio morto oltre la linea di fondo, dove s’intrufola Watkin che schiaccia. Lo stesso Anscombe trasforma per il 10-26 che di fatto chiude il match.

Grande reazione finale azzurra

Come in Scozia, gli ultimi dieci minuti sono di marca azzurra, a dimostrazione della buona tenuta psicologica dei nostri. Avanziamo a testa alta, reggiamo gli scontri, non ci accontentiamo di una semplice punizione. Dopo un lungo arrembaggio, Bigi raccoglie e spara dietro per Parisse, che smarca Allan (rientrato in campo). Il nostro numero 10 si infila tra le maglie rosse, cedendo l’onore della meta a Edoardo Padovani. Il pubblico può cantare nuovamente il vocalizzo di Urlando sotto il cielo di Ligabue. Da posizione molto defilata Allan non trasforma, inchiodando il risultato sul 15-26.

Il tabellino dice due mete per parte; la differenza l’hanno fatta i piazzati gallesi del primo tempo. Paghiamo ancora alcuni passaggi a vuoto, forse la troppa voglia di fare bene e subito. La vittoria del Galles non è più stata in discussione dalla prima meta, però non si è visto quel divario mostruoso degli anni precedenti. Pecchiamo ancora in fase offensiva, con soli 462 metri guadagnati contro i loro 746, oltre alle 11 penalità concesse. Dal canto nostro, rispondiamo con ben 179 placcaggi, confermando le buone cose viste in Scozia.

Inghilterra a mitraglia contro una deludente Francia, l’Irlanda espugna Murrayfield

Riscatto irlandese a Edimburgo. I verdi battono la Scozia 13-22, in una partita nel complesso equilibrata. I padroni di casa non riescono ad accorciare le distanze per ottenere il punto di bonus. A Twickenham, vittoria di forza dell’Inghilterra, che annienta la Francia con ben sei mete (tripletta di May), per un umiliante 44-8 conclusivo.

Dopo due giornate, l’Inghilterra guida la classifica con 10 punti sul Galles (8) grazie ai due punti di bonus conquistati, in attesa dello scontro diretto nel prossimo turno a Cardiff, che potrebbe già valere il titolo. L’Irlanda sale a 5, la Scozia si ferma a 4, chiudono la Francia con uno e l’Italia ancora a secco.

Prossimo turno: Francia – Scozia (sabato 23 febbraio, ore 15:15); Galles – Inghilterra (sabato 23, ore 17:45); Italia – Irlanda (domenica 24, ore 16).

Tags
Mostra di più

Potrebbe interessarti anche

Back to top button

Adblock Identificato

Considera la possibilità di aiutarci disattivando il tuo Adblock. Grazie.