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4 credenze da dimenticare per sentirti leggero e felice

Quando si è piccoli il cervello è una vera e propria spugna pronta ad assorbire qualsiasi stimolo e sensazione proveniente dal mondo esterno. Questi stimoli si traducono in esperienze di vita arricchite di anno in anno che a loro volta si traducono in credenze. Esistono nella mente di ogni individuo delle credenze potenzianti e delle credenze depotenzianti.

Le prime fanno parte di quel cassettino utilissimo che apriamo ogni qual volta abbiamo bisogno di sentirci rassicurati e certi della buona riuscita di qualcosa o della bontà di alcune persone (se una persona mi sorride spesso, evidentemente nutre sentimenti di simpatia nei miei confronti; se faccio attività fisica con cadenza regolare, avrò un fisico migliore; quando gestisco bene il mio tempo riesco a svolgere i miei compiti in modo migliore). Le seconde sono quelle credenze che ognuno di noi sviluppa in seguito ad un evento traumatico o semplicemente in seguito alle limitazioni imposte da genitori, scuola e società in generale (se cammino da solo in una strada buia di notte sarò in pericolo, non devo fidarmi di nessuno tranne che di me stesso, la crisi economica mi farà rimanere disoccupato etc).

Noi siamo le nostre credenze e la nostra vita viene continuamente plasmata in base ad esse. Quale di queste credenze radicate fin dall’infanzia è bene dimenticare per vivere una vita leggera, sana e felice? Eccone 4:

  • “Il cibo riesce a renderti felice come poche cose nella vita”. Quando si è piccoli, ogni evento viene arricchito dal cibo. Prendi un buon voto a scuola, ecco un gelato. Cadi e ti sbucci il ginocchio, ecco del cioccolato per placare i tuoi dolori. Non vuoi mangiare la pastina? La mamma dopo ti ricompensa con un dolcetto. E anche da grandi, il partner ti lascia? Patatine, pop-corn e nutella per dimenticare. Ecco la verità alternativa: l’essenza del cibo sta nell’essere assaporato. E’ la nostra fonte di ricarica ma ciò non vuol dire che deve sopperire ad ogni mancanza psico-emotiva. Il passo innovativo non consiste nell’allontanarsi dal cibo come gli asceti (ognuno di noi è goloso di dolci o salati), ma nel considerare il cibo come la nostra fonte nutritiva e non come un mezzo che riesce a riempire i buchi creati da traumi emotivi e psichici. Esiste una sottile differenza tra mangiare per puro piacere e mangiare per nutrire noi stessi. Quando si comprenderà che il piacere sta proprio nel mangiare cibi che riescono a nutrire il corpo e la mente, quello sarà il vero momento soddisfacente.
  • “L’esercizio fisico è stancante, pesante e faticoso”. Associare all’attività fisica l’idea di fatica e stanchezza è come associare ad una vacanza l’idea di lavorare. La buona attività fisica produce nel corpo ormoni che attivano il benessere e la felicità e contribuiscono a renderci energici e attivi durante tutta la giornata. Allontaniamo l’idea che per andare in palestra bisogna stancarsi ed affaticarsi: il vero allenamento consiste nel volersi bene ed ascoltare il proprio corpo in maniera costruttiva.
  • “Chi chiede aiuto è una persona fastidiosa e debole”. Al contrario! La vera idea rivoluzionaria è comprendere che chi chiede aiuto è una persona migliore, dedita all’ascolto e all’arricchimento di se stesso. Se non capiamo qualcosa, chiediamo spiegazioni senza esitare! Avremo la possibilità di mettere in mostra i nostri dubbi e il nostro pensiero. Spesso condividere i bisogni, i dubbi e i dissidi che attanagliano ognuno di noi è la chiave per sciogliere ogni nodo del pettine. Rivolgiamoci con sincerità ed otterremo ascolto e comprensione.
  • “Il posto fisso è il migliore lavoro che puoi trovare per vivere sereno”. La leggenda del posto fisso è ormai un argomento all’ordine del giorno soprattutto tra i giovani d’oggi che lottano in un mondo in cui il concetto di “lavoro” è cambiato radicalmente. Il posto fisso è la meta verso cui i genitori spingono i figli, ma siamo certi che è l’obiettivo ambito dai giovani d’oggi? Se continuiamo a cercare un lavoro stabile, a tempo indeterminato e fisso allora possiamo armarci di buona pazienza e cercare per molto tempo. Il segreto per valorizzare se stessi è dimenticare il “posto fisso” e seguire quello che ti dice il cuore. Comprendi che il lavoro cambia come cambia il mondo e solo chi è abbastanza flessibile può evolversi e crescere in un ambiente lavorativo dinamico.

Queste 4 credenze limitanti sono solo un esempio rispetto alla quantità di censure e limiti che si pone il nostro io ogni giorno.

Anche se all’inizio potrà sembrare difficile, cominciamo ad allontanarci lentamente da queste credenze limitanti: scopriremo una nuova energia vitale in ognuno di noi che non aspettava altro che essere risvegliata.

felicitàLa felicità è un muscolo che va allenato ogni giorno con costanza e pazienza. Quando avremo potenziato il muscolo che ci rende immuni dalle credenze depotenzianti ci sentiremo resistenti a qualsiasi urto esterno.

 

 

 

 

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