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4 arresti eccellenti per il clan Santapaola: uccisero un boss nel 2011

Arrestati i tre fratelli Martino, Salvatore ed Agatino Cristaudo insieme ad Eros Condorelli; tutti dovranno rispondere di associazione mafiosa facente capo al clan Santapaola-Ercolano dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti nonchè al controllo ed alla gestione di attività economiche al fine di trarne un ingiusto profitto. C’è di più, Agatino (41 anni) e Salvatore Cristaudo (45 anni) sono accusati di un delitto di “lupara bianca”.

Sia i Cristaudo che Condorelli sono stati tratti in arresto dai carabinieri di piazza Giovanni Verga su ordine del pubblico ministero Rocco Liguori. A piede libero, le manette per loro sono scattate a Librino, rione di loro competenza. Dal 2006 al 2015 dopo aver finanziato attività commerciali, grazie al denaro del clan, ne hanno preso il controllo, non solo, ma hanno anche gestito il mercato della droga a Librino con l’aggravante di essersi avvalsi delle armi messe a disposizione dai Santapaola-Ercolano. Tra i vari reati ipotizzati anche l’occultamento del cadavere e l’uccisione del boss Giuseppe Rizzotto ad opera di Agatino e Salvatore Cristaudo.

Il delitto: Il 17 settembre del 2011 la moglie del boss Giuseppe Rizzotto denuncia la scomparsa del marito. La donna si rivolge ai carabienieri di Nesima e racconta che Rizzotto dopo un litigio familiare è uscito di casa e da allora non ha più fatto ritorno. Il boss non verrà mai ritrovato, fin dai primi giorni della scomparsa gli inquirenti ipotizzano un caso di “lupara bianca”.

Rizzotto era il responsabile del Villaggio Sant’Agata. Il nuovo pentito Davide Seminare parla di lui già nei primi giorni in cui comincia a collaborare “L’ho conosciuto a Piazza Lanza” confida agli inquirenti. Fatto uomo d’onore nel periodo in cui venne arrestato Santo La Causa, Rizzotto fu chiamato a sostituire quelli che erano stati messi in carcere.

I pentiti: Il battesimo a Rizzotto venne fatto da Daniele e Fabrizio Nizza oggi collaboratori di giustizia. Le dichiarazioni di quest’ultimo potrebbero essere proprio quelle decisive che hanno portato all’arresto dei Cristaudo e di Condorelli. Fabrizio Nizza era lo storico capo della “fossa dei leoni” dello spaccio ed è quello che più di tutti gli altri pentiti sta facendo tremare Librino da quando ha deciso di collaborare con la giustizia.

 

 

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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