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1967: i dischi che hanno fatto la storia del rock (Part I)

Anniversari: 1967 – 2017. Quest’anno sono molti i dischi che compiono il mezzo secolo di vita e che, per aver trascinato la musica rock dall’età adolescenziale a quella della piena maturità, possono essere considerati fondamentali.

Opere che hanno influenzato, e continuano ad influenzare, musicisti di ogni genere e che non vedono scemare il gradimento di un pubblico di appassionati che ne ha fatto il punto di riferimento della propria educazione musicale. Opere, inoltre, che hanno il più delle volte lanciato stelle di prima grandezza, le quali, anche in virtù di esistenze vissute al limite e conclusesi troppo presto (pensate a Janis Joplin, Jimi Hendrix e Jim Morrison), sono diventate icone senza tempo, ancora oggi riconosciute e riconoscibili persino da chi non ama particolarmente il mondo delle sette note.

Abbiamo selezionato alcuni di questi album (quelli che riteniamo più “decisivi”, ma anche quelli che ci piacciono di più) per proporveli in brevi recensioni che, senza pretesa di completezza, mirano a celebrarli e a farli conoscere a chi ancora non ha mai avuto modo di ascoltarli.

The BeatlesSgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Copertina dell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Album innovativo sotto molti aspetti, continua un discorso già intrapreso con Revolver (1966), discorso che porterà il quartetto di Liverpool a sperimentare sempre di più in studio. Partiti con l’idea che nel disco “ogni cosa doveva essere diversa” e sfruttando al massimo le potenzialità della registrazione multitraccia, i Beatles danno vita ad un’opera musicalmente complessa che contiene alcune delle loro più belle canzoni: With a Little Help from My Friends, Lucy in the Sky With Diamonds e A Day in the Life.

Altro fattore che ha contribuito al culto di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band è la famosa cover creata da Peter Blake che ritrae personaggi famosi scelti tra quelli che i quattro più ammiravano (non mancano celebrità un po’ particolari come Aleister Crowley). Sempre in copertina, inoltre, a certificare una sorta di definitivo passaggio di consegne, ritroviamo i pallidi manichini di cera dei vecchi Beatles: hanno lasciato il posto a baffuti giovanotti con sgargianti divise di raso e niente sarà più come prima. Il disco, infine, viene ricordato per essere il primo di una major a contenere tutti i testi dei brani proposti.

LoveForever Changes

Copertina dell’album Forever Changes

Capitanati dal chitarrista Arthur Lee, i Love rappresentano al meglio la stagione del folk rock più acido e psichedelico (ma non solo).

In Forever Changes, terzo e ultimo album con la formazione originale (il gruppo si scioglierà in pratica nel 1968: qui accompagnano Lee i chitarristi Bryan MacLean e Johnny Echols, il bassista Ken Forssi e il batterista Michael Stuart), chitarre acustiche ed elettriche si intrecciano con fiati ed archi dando vita a melodie orecchiabili esaltate dalla notevole vocalità di Lee (supportato da MacLean).

Un disco complesso ed ipnotico, in molti episodi anche difficilmente catalogabile, che gode di arrangiamenti curatissimi, a volte un po’ barocchi, e che, all’epoca, non ebbe un grosso successo commerciale, finendo per essere rivalutato solo nel corso degli anni. Brani consigliati: Alone Again Or, A House Is Not a Motel, Live and Let Live.

The Velvet Underground & Nico

Copertina dell’album The Velvet Underground & Nico

«La musica è una selvaggia sequenza di spinte atonali ed echi elettronici. I testi fondono esaltazione sadomaso e libere associazioni immaginiste. Sembra il frutto di un matrimonio segreto fra Bob Dylan e il Marchese de Sade». Così il critico Richard Goldstein su quella pietra miliare del rock che è l’album d’esordio dei Velvet Underground.

Ignorato all’uscita e considerato fonte di ispirazione per punk e new wave, il disco del “gruppo di Andy Warhol” (che, per assurdo, era persona assai distante dalla musica) vede convivere dissonanze e melodie in una serie di brani (prevalgono le ballate) che, il più delle volte, poco hanno del rock and roll (eccetto almeno I’m Waiting For The Man e There She Goes Again), ma strizzano l’occhio ad atmosfere gotiche intrise di un folk che ha il sapore della vecchia Europa.

Un sound mai udito prima che, frutto dell’incontro/scontro delle personalità di Lou Reed e John Cale, viene arricchito da testi che raccontano storie di rara crudezza (si ascolti Heroin, ad esempio) e dalla presenza in ben tre brani della voce spettrale della chanteuse Christa Paffgen, in arte Nico. Contribuisce al fascino dell’opera dei Velvet una produzione piuttosto carente (fa eccezione Sunday Morning, la cui registrazione fu curata da Tom Wilson e che rispetto agli altri brani potrebbe addirittura sembrare pretenziosa). In copertina, infine, trovate una banana (sbucciabile nelle prime copie) disegnata da Warhol.

Big Brother & the Holding Company

Copertina dell’album Big Brother & the Holding Company

È l’album che vede l’esordio dell’immensa Janis Joplin e, già solo per questo, dovrebbe trovarsi in ogni collezione di dischi che si rispetti. I Big Brother, ensemble folk blues con qualche tendenza psichedelica, incrociano la strada di Janis nel giugno del 1966. Con lei il gruppo californiano (nato appena un anno prima) compie il definitivo salto di qualità: l’affiatamento tra la cantante e la band è perfetto, qualcosa di magico che la Joplin nel corso della sua, purtroppo, brevissima carriera non riuscirà più a raggiungere.

Se molti considerano il successivo Cheap Thrills (1968) come il vero capolavoro dei Big Brother, è in queste tracce (ascoltate almeno Bye, Bye Baby e Call On Me) che però emerge l’essenza (secondo una rivista dell’epoca «Janis è una mistura di Leadbelly, un motore a vapore, Calamity Jane, Bessie Smith, un pozzo di petrolio e una bottiglia di bourbon guasto») della più grande interprete di blues bianco della storia del rock: una voce potente e rauca che arriva al cuore e che si mette al servizio di brani dove ogni nota è al suo posto e che, già al primo ascolto, ti si appiccicano addosso.

In copertina: Janis Joplin

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