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I 10 Comandamenti secondo Benigni.

“Forse ho un pò esagerato, per strada la gente non mi fermava per un autografo ma solo perché si voleva confessare!” Esordisce così Roberto Benigni nella seconda ed ultima puntata dedicata ai 10 comandamenti, lo show di Rai Uno che vede come protagonista il comico toscano ed il suo monologo. Si discute di un argomento importante che pochi avrebbero osato interpretare così pienamente ed a 360 gradi come ha fatto lui. Gli ascolti sono alle stelle, la prima serata conta  9.104.000 spettatori e uno share del 33.24% per arrivare ad un vero boom nella seconda ed ultima puntata.

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“Vorrei potervi abbracciare tutti uno per uno e mandarvi un regalo, una torta, 80 euro…” Scherza. “Solo un miracolo può salvare l’Italia ecco perché, data la situazione, è meglio buttarsi su Dio“. Benigni riesce a toccare e cogliere il senso di ogni comandamento come nessuno ha mai fatto prima. Tra i giovani il pensiero comune è “Perché tutti i professori non sono come lui? Se la scuola puntasse su soggetti così sarebbe un posto migliore.” Purtroppo però di Benigni ce n’è uno solo e lo invidiano tutti. Si lascia trasportare dall’entusiasmo, dalla passione e con leggerezza mai frivola passo dopo passo, ci guida nella comprensione. Benigni sottolinea che siamo andati così avanti con il corpo da lasciare l’anima troppo indietro per capire le cose essenziali della vita stessa. L’atmosfera si scalda subito e si comincia a ragionare, riflettere e pensare su questioni delicate come l’anima, la morte, l’esistenza di Dio. “Bisogna credere in Dio.  Noi a momenti, crediamo perfino nell’uomo ragno e non riusciamo a credere in Dio? Solo perché non si vede? Noi crediamo nell’amore, nell’amicizia eppure sono cose che non vediamo.

Il problema è che non usiamo lo strumento giusto per vederlo davvero. Cerchiamo di vederlo con la testa ma a volte, il pensiero desidera abbracciare ciò che non può contenere. Sarebbe come versare il caffè nell’orecchio e pretendere di coglierne il sapore. Sono secoli che ci versiamo il caffè nell’orecchio chiedendoci Com’è?” Si parte con il primo comandamento: “Io sono il signore Dio Tuo. E’ questo TUO che ci frega. Si tratta dell’amore. Un conto è dire tu sei l’amore, un altro è dire sei l’amore mio. E’ questo il nostro punto debole: L’amore. Non avrai altro Dio all’infuori di me. E’ un Dio “geloso” perché la gelosia è dimostrazione d’amore. Affrettiamoci ad amare. Non esiste amore sprecato. Spesso amiamo poco e troppo tardi. Cerchiamo la felicità tutti i giorni. Ci hanno regalato questo dono da piccoli;  così prezioso che l’abbiamo nascosto da qualche parte. Dobbiamo solo ritrovarlo. Saltiamo dentro l’esistenza, ora… È qui l’eternità”. Il secondo comandamento “Non nominare il nome di Dio invano” non è assolutamente un divieto di nominarlo come precisa anche Benigni, Dio vuole essere nominato, vuole essere cercato e chiamato “Cosa c’è di più bello del sentire il nostro nome nella bocca di chi si ama? La vera bestemmia è usare il nome di Dio per giustificare la violenza”.212352924-b9ceb57e-979c-4a41-8a19-e4cfe8c080dc

Il terzo comandamento “ricordati di santificare le feste” è il cuore di Dio, qui c’è la letizia e la beatitudine.”Il giorno del riposo fa parte della creazione, Dio riposandosi inventò il riposo. Un giorno della settimana da dedicare al silenzio ed al riposo non solo dell’uomo ma di tutta la natura. Per un giorno tutto si ferma perfino gli animali hanno il diritto al riposo. Gli animali sono i nostri prossimi, andrà a finire che li ritroveremo in paradiso! Ci si arresta, niente frenesia solo silenzio. Perché è il silenzio che genera il più forte rumore del mondo. Il silenzio ci avvicina a Dio il resto è solo un frastuono”. Bisogna dunque perdersi per ritrovarsi ed il giorno di riposo esiste per ricordarci di lui. “Questo mondo l’ha creato per noi perché vide che era cosa buona. Tutto è partito quel giorno ed ha pensato: tu puoi esistere perché mi piaci, come sei bello mondo!” Bisogna essere capaci di rinasce come quando si è mosso tutto per la prima volta. Oggi siamo sempre di corsa e chi si ferma più a guardare il cielo e le meraviglie che ci circondano?

Il quarto comandamento: “onora il padre e la madre” perché se esisti è grazie a loro. “Ci hanno insegnato a muovere i primi passi, ci hanno insegnato tutto ma dovremmo aggiungere l’undicesimo comandamento: onora il nonno e la nonna perché se non ci fossero loro saremmo persi. Sono loro che si prendevano cura di noi da piccolini quando mamma e papà erano a lavoro. Dobbiamo onorare i genitori quando saranno loro ad essere come dei bambini e noi ci prenderemo cura di loro come hanno fatto con noi”.

Il quinto comandamento ordina di non uccidere eppure quanto sangue è stato versato per scrivere la nostra storia. Il 900 è stato scritto col sangue. Quante lotte e battaglie. “Chi uccide è già morto. Un morto che uccide un essere vivo. Nessuno potrà perdonarti, nemmeno Dio. Chi uccide, non uccide mai una sola persona bensì tutta l’umanità“. Il sesto comandamento, in origine non commettere atti impuri, adesso divenuto “non commettere adulterio”, turbò particolarmente l’infanzia di Roberto e di molti maschietti ironizza: “La chiesa mi deve risarcire”. Qui il comico si lascia andare e diverte il pubblico” da piccolo, ero terrorizzato dal questo comandamento e pensavo come può Dio  sapere anche questo? Perché con tante cose che accadono nel mondo doveva preoccuparsi proprio di me? Quando da fanciullo mi inginocchiavo per confessarmi il prete mi diceva QUANTE VOLTE ROBERTO? Caspita, non solo Dio, adesso anche il parroco! Come faceva a saperlo? Oggi ci chiediamo se è ancora valido il comandamento di non commettere adulterio ebbene si, lo è. Anche se la colpa della fine di una relazione di solito è di tutti e tre!” Scherza.

Roberto Benigni in tv con "La più bella del mondo"

Con il settimo  comandamento, si tocca un tasto dolente per il nostro paese: Il Lavoro. L’importanza del lavoro perché senza, si  ruba l’esistenza ad un uomo che è la cosa peggiore. Chi non lavora non è libero di vivere e viene a mancare la libertà di esistere in modo dignitoso. “Non rubare nel nostro paese lo capiscono solo i bambini” afferma Benigni. “Oggi essere ladri non fa più alcun effetto, eppure vendere la propria anima è il punto più basso della storia dell’umanità”. Ottavo comandamento:” non dire falsa testimonianza”  perché la parola è importante. “Tutto è fondato sulla parola e qui Dio è molto severo. Non si tratta di una semplice bugia, come si può immaginare ma è qualcosa di più”. Spesso una bugia a fin di bene vale più di mille verità ma la falsa testimonianza è in grado di uccidere l’esistenza di una persona e di frantumare la sua vita. Le parole sono taglienti come lame.

Nono comandamento: “non desiderare la donna degli altri”. Si intende proprio il suo possesso, architettare un programma per poterla avere e sottrarre al nostro prossimo come fosse un oggetto. Ma rasserena simpaticamente “il pensiero non conta“; quello è ancora libero da ogni legge e può fare ciò che vuole, non è ancora stato incatenato da nessuno. Benigni legge versi molto belli e toccanti dal Talmud e coglie l’occasione per onorare l’importanza della figura femminile: “State molto attenti a far piangere una donna perché Dio conta le sue lacrime! La donna è uscita dalla costola dell’uomo, non dai piedi, infatti non doveva essere calpestata; non è uscita nemmeno dalla testa per essere superiore all’uomo; ma dal fianco per essere uguale, un pò più in basso del braccio per essere protetta, e dal lato del cuore per essere amata” . Ultimo comandamento “non desiderare la roba d’altri” perché è una delle cose più mediocri e meschine che l’uomo possa fare. Ma l’erba del vicino è sempre, almeno ai nostri occhi, la più verde.

TV: BENIGNI SHOW, TRA ATTUALITA' E 10 COMANDAMENTIAlla fine, si conclude un ciclo di due puntate con queste parole, salutandoci così: “non abbiamo capito niente, è tutto un mistero ed il bello è questo. La cosa che fa più impressione al mondo è la vita perché nessuno l’ha mai capita; ed è un bene perché se l’avessimo fatto sarebbe già finita”.

 

 

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Redazione

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